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Assemblea cittadina, 5 incontri per ricostruire

di Marianna Gianforte

«La ricostruzione è abortita e il Comune dell’Aquila procede senza programmazione». L’assemblea cittadina darà il suo contributo a individuare le priorità per ricostruire la città e organizza una serie di incontri con la cittadinanza. Si tratta di 5 appuntamenti che si terranno i mercoledì di gennaio (a partire dal 9) e il primo mercoledì di febbraio, alle 17, nel tendone comunale in Piazza Duomo.

Gli argomenti sono quelli che stanno da sempre a cuore all’assemblea cittadina: la ricostruzione sociale, il recupero del centro storico, il piano regolatore generale.

I temi da affrontare, suddivisi nei cinque incontri, sono: “La confusione strategica (Piano Ocse e piano strategico comunale); Piano di ricostruzione (stralcio di interventi diretti negli ambiti A, B, C, e interventi pubblici strategici) e, infine, il Piano regolatore generale, dato che attualmente si sta assistendo, secondo gli organizzatori, «al massacro del territorio comunale attraverso la costruzione delle new town del progetto Case e dei villaggi Map, le zone bianche e le casette post-sisma.

Gli incontri saranno supportati da mostre documentarie e da proiezioni video esplicativi e parteciperanno economisti, docenti universitari, urbanisti, sociologi, storici, l’ordine degli Architetti e l’ordine degli Ingegneri e l’Associazione dei costruttori. Obiettivo degli incontri è riuscire, oltre a esortare i protagonisti della ricostruzione a rendere concreti gli step per la rinascita dell’Aquila, anche a produrre proposte alternative della cittadinanza.

A illustrare il programma sono gli animatori dell’assemblea cittadina. Il critico d’arte Antonio Gasbarrini ha evidenziato «l’approssimazione con cui l’amministrazione comunale sta affrontando la ricostruzione. Chiederemo che si metta fine ai programmi a lungo e medio termine», ha aggiunto. «Vogliamo anche conoscere il crono programma della ricostruzione urbana, zona per zona, e anche il crono programma del rilancio delle attività lavorative anno per anno. Quali sono, inoltre, gli investimenti per la ricostruzione?», ha chiesto Gasbarrini. «Adesso sembra che ci sono i 2 miliardi stanziati dal Cipe, ma il Comune non sa da che parte cominciare a intervenire. Che le cose non stanno come vogliono farci credere lo dimostra lo stato dei beni culturali. Servono 3,5 miliardi per rimetterli a posto e fino al 2020 sono stati stanziati soltanto 500 milioni: un settimo del necessario. E intanto il nostro duomo finestrato, con le nevicate sarà danneggiato ancora di più».

L’architetto Antonio Perrotti ha sottolineato che «il programma della ricostruzione deve essere esplicitato subito e con una sua precisa logica, indicando le priorità da finanziare. Qui, invece, mancano progettazione e lucidità. Per questo», ha spiegato, «intendiamo impegnare la cittadinanza a dare il proprio contributo». Perrotti ha esortato, inoltre, gli amministratori locali a non perdere di vista, nella ricostruzione, anche il resto del territorio e i Comuni del circondario.

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