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Cagliari-Juve a Parma: oltraggio ai sardi

Is Arenas, Bari, Parma, Bari, Is Arenas, Parma. Il giro dell’oca è finito. Dopo giorni e giorni di incertezze, ordini e contrordini, alla fine la Lega di serie A ha deciso che la gara fra i rossoblù e la capolista si disputi domani al Tardini. Naturalmente in notturna, perchè così vuole la tv, sperando non scenda la nebbia, sennò ci sarà da ridere.

La verità è che c’è da piangere pensando alle condizioni in cui è ridotta la credibilità del calcio italiano e del suo massimo campionato, alla sua disorganizzazione, ai diritti dei tifosi calpestati, alle vessazioni cui vengono sottoposti quando vogliono acquistare un biglietto o un abbonamento, alla schedatura della tessera del tifoso che, come i tornelli e gli arbitri di porta, non serve proprio a nulla.

La serie A registra un indebitamento lordo di 2,7 miliardi di euro, i debiti finanziari ammontano a 900 milioni di euro, la Premier League incassa 5 volte di più dai diritti televisivi internazionali e Abete, per dieci anni vice di Carraro, da 6 anni presidente della Federcalcio che punta a guidare per altri quattro anni, sbotta: «Ci sono delle criticità, ma siamo quarti nel ranking Fifa». Ma non è merito di Prandelli? Ancora: «Il nostro movimento riceve dallo Stato 64 milioni lpanno, ma versa all’Erario quasi 1 miliardo in contributi fiscali e previdenziali». E allora? Cos’è, i contributi fiscali e previdenziali dovrebbero essere un [i]optional[/i]?

La verità è un’altra. L’ennesimo pasticcio di Is Arenas, dove, peraltro 13 mila biglietti sono già stati venduti, caso mai ne avessimo ancora bisogno conferma la totale inadeguatezza di chi dovrebbe garantire la regolarità della serie A, a cominciare dai teatri delle partite. Ripropone la drammatica questione degli stadi, di cui la Casta se ne frega visto che siamo sotto elezioni e l’importante è salvare la poltrona. Dimostra che, al solito, i tifosi vengono considerati gli ultimi fra gli ultimi da un Sistema asservito alle tv e che si preoccupa soltanto di non perdere i soldi di Murdoch, Mediaset, Rai, Sportitalia e le altre.

In nessun altro Paese al mondo si verificherebbe la situazione che abbiano registrato in queste ore per Cagliari-Juve, ma, siamo in Italia, la meravigliosa terra dove le cose vanno al contrario. D’altra parte, proprio oggi in Lega si dovrebbe eleggere il nuovo presidente e il caos regna sovrano. L’uscente, Maurizio Beretta, è dimissionario da 1 anno e 9 mesi e non è mai stato sostituito perchè, per 1 anno e 9 mesi, i presidenti hanno litigato sul nome del sostituto. Il bello è che l’uscente medesimo figura fra i candidati alla sua successione, ma siccome occorrono 14 voti su 20 e alla vigilia del D-Day, la soglia pare irraggiungibile, Lotito punta a rinviare tutto, tenendo Beretta in regime di prorogatio. D’altronde, in Italia nulla è più certo di ciò che è provvisorio.

Uno dei candidati, Andrea Abodi, è stato sino a pochi giorni fa il presidente della Lega di serie B il torneo che, nell’ultimo fine settimana, ha registrato la sospensione di Varese-Grosseto (3-0 per i lombardi) a 7 minuti dalla fine causa nebbia. Con il risultato che quei 7 minuti si recupereranno il 19 gennaio, con nuove spese a carico del Varese per la riapertura temporanea dello stadio, nuova trasferta a carico dei toscani. E’ efficienza questa?

Il terzo candidato alla presidenza della Lega, Ezio Maria Simonelli, è un bravissimo commercialista, titolare di un affermato studio tributario legale, consigliere d’amministrazione e membro di collegio sindacale in numerose banche e società, presidente del collegio dei revisori della Lega. E’ sostenuto in prima fila da Galliani. Un po’ per celia un po’ per non morir, sarebbe interessante sapere se Simonelli, non Galliani, conosca a memoria la formazione dell’Italia campoione del mondo ’82 oltre a quella del Milan che battè la Steaua a Barcellona nella finale della Coppa dei Campionni ’89.

Tutto questo accade nell’anno secondo di Scommessopoli, della giustizia sportiva che funziona come un orologio a pile scariche e, a campionato in corso, infligge penalizzazioni e squalifiche al Napoli che, fra tre mesi, potrebbe essere revocate; del calendario sminuzzato, spezzettato, frantumato per su ordine delle tv. Va bene che qusto è un tempo così precario che, secondo i Maya, domani finirà tutto, ma a noi basterebbe che la sinistra profezia si avverasse portando via questa Lega e questa Figc che non cambiano mai e non vogliono cambiare mai.

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