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Abruzzo, l’occupazione fragile

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Cassa integrazione: dopo mesi di discesa, un picco elevato di salita a novembre

Gli ultimi dati disponibili sulla cassa integrazione, quelli di novembre, vedono l’Abruzzo tra le regioni in cui l’aumento delle ore richieste è più forte: il 43.7% in più rispetto ad ottobre, a fronte di una media nazionale di +5,1%. Sono ancora una volta le province più industrializzate a guidare il rialzo: Teramo (+70,4) e Chieti (+60,7). Dopo i picchi di ricorso alla cassa della primavera 2010, la fine del 2012 sta raggiungendo livelli di poco inferiori. I settori più colpiti, sia a livello nazionale che in Abruzzo: industria e commercio. Da diversi mesi, i dati dell’Abruzzo era un po’ meglio di quelli nazionali, configurando un lento rientro della nostra regione dopo che nel 2009-10 era stata nelle prime tre posizioni più colpite a livello nazionale in rapporto alla base occupazionale, ma il picco di novembre rischia di invertire la tendenza. Per adesso, confrontando gennaio-novembre 2012 con l’analogo periodi del 2011, la nostra crescita della cassa è ancora inferiore a quella media nazionale: 9,7 contro 11,8. Ma, come ricordato, il nostro era un miglioramento relativo dopo anni di eccessi.

La convergenza di molti indicatori sul brutto tempo

Due indicatori peggiorati: prima l’export, ora di nuovo anche la cassa integrazione. Altri indicatori da tempo negativi: demografia imprese, credito, consumi. Numerose crisi aziendali in atto. Un peggioramento del contesto intorno al mercato del lavoro che fa temere una possibile evoluzione negativa dei dati del mercato del lavoro, oggi in equilibrio instabile.

Mercato del lavoro: reggerà il muro dei 500.000 occupati?

Gli occupati: 507mila nel 2011, 505mila nella media dei primi tre trimestri 2012. Il tasso di occupazione cala dal 56,8 del 2011 al 56,6 dei primi tre trimestri 2012. Temiamo per il tasso di disoccupazione giovanile, che nel 2011 era salito al 19% rispetto al 16,4 del 2010, con il dato peggiore a Chieti, passata dal 15,6 del 2010 al 21,9 del 2011. I disoccupati: 48mila nel 2010 e nel 2011, ma ben 63mile nella media dei primi tre trimestri del 2012, con un tasso di disoccupazione che balza all’11,1 rispetto all’8,5 del 2011.

Elezioni: misurarsi con il problema numero 1, il lavoro

È necessario che cosa fare per difendere e aumentare i posti di lavoro diventi il problema principale su cui le forze politiche assumano impegni precisi nella già avviata campagna elettorale. Una politica fatta solo di tasse e tagli indiscriminati abbassa la febbre ma rischia di uccidere.

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