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Seggiovia chiusa, albergatori: ‘Colpa di Cialente’

di Marianna Gianforte

Non resteranno inerti gli operatori turistici del Gran Sasso di fronte alla mancata riapertura degli impianti sciistici di Campo Imperatore. Gli albergatori, i ristoratori e gli operatori, una dozzina di persone dell’associazione Gran Sasso 360, stanno organizzando due azioni legali per i danni subiti dalla mancata partenza della seggiovia “Fontari”: un’azione contro il Comune, e una class action nella quale rientreranno, oltre agli operatori, anche tutti i cittadini e gli utenti che hanno acquistato skipass stagionali per Campo Imperatore. Tessere finora inutilizzate.

Entrambe le azioni sono state affidate a un pool di avvocati, ma per quanto riguarda la class action ancora non è stato deciso se sarà rivolta direttamente contro il Comune – come gli operatori sembrano orientati a fare – o contro il Centro turistico del Gran Sasso.

Albergatori e consulenti turistici sono tutti sul piede di guerra per «l’ennesima beffa» targata Ctgs e amministrazione Cialente. «Sono due anni che l’apertura della stagione sciistica slitta di diverse settimane, per motivi legati alla revisione ventennale che da tempo si sa che deve essere portata a termine», ha commentato uno dei consiglieri della Gran Sasso 360, Enrico Diamanti. «Adesso non aspettiamo più. Vogliamo difendere i nostri interessi e chiederemo indietro il pagamento dei danni subiti da questo continuo scaricabarile».

Gli operatori turistici del Gran Sasso reputano il sindaco Massimo Cialente responsabile della situazione e chiedono le sue dimissioni «non soltanto per la mancata riapertura della seggiovia», ha aggiunto Diamanti, «ma anche perché ha preso in giro i cittadini e noi operatori, che lavoriamo tutti i giorni duramente in tempi di crisi. Per noi, ormai, la stagione invernale è persa», ha detto scoraggiato.

Tanti turisti, infatti, hanno disdetto le prenotazioni per il ponte di Natale e tanti «che ci stanno telefonando in questi giorni, alla notizia che la seggiovia è chiusa», ha spiegato la vicepresidente dell’associazione, Ada Fiordigigli, titolare dell’hotel Fiordigigli a Fonte Cerreto, «rinunciano a prenotare». Un danno rilevante per gli operatori aquilani, preoccupati anche per le conseguenze negative che questo ennesimo ritardo avrà sulla prossima stagione invernale. «In questo modo viene lesa l’immagine della città», ha tuonato Diamanti, «e anche danneggiata l’immagine del bacino turistico».

Una conferenza stampa di fuoco, insomma, avvenuta mentre da un lato si svolgeva l’assemblea dei soci del Ctgs, nella quale è stata chiesta la testa del presidente, l’avvocato genovese Alessandro Comola, e dall’altro si teneva la presentazione della Conferenza del turismo – un progetto che dovrebbe finalmente mettere in rete tutti i settori e i protagonisti del turismo aquilano – da parte dell’assessore Lelio De Santis. L’impressione che si è di una città allo sbaraglio.

«E’ il secondo anno che si dice che la seggiovia deve riaprire entro una certa data e poi non avviene», ha aggiunto il consigliere del sodalizio, «sta diventando un insopportabile balletto di responsabilità». Intanto le prenotazioni per Natale si affievoliscono, soprattutto dopo il sopralluogo dell’Ustif (l’organo di consulenza tecnica del governo) che sabato scorso ha sancito definitivamene che la seggiovia non ha i requisiti tecnici per partire. Cosa dire, ora a tutti coloro che hanno già acquistato lo skipass stagionale? La Fiordigigli ha un’idea che sa di sfida: «Il Comune organizzi un servizio navetta che porti gli utenti dei nostri alberghi in tutte le altre stazioni sciistiche funzionanti». Un modo per dire: non fateci perdere gli ultimi clienti.

«Chiediamo le dimissioni del sindaco», ha ribadito anche la Fiordigigli, «perché siamo stufi delle bugie della sua amministrazione. E non è una questione politica», ha promesso l’albergatrice. Anche perché, secondo Diamanti, «l’avvocato Comola è stato scelto e chiamato dal sindaco e non è certo sua la responsabilità della mancata manutenzione della seggiovia». Adesso l’ultima parola, come sempre più spesso accade, spetta alla magistratura.

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