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Pd, in Provincia un revival del Cencelli

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Attraverso un comunicato stampa il gruppo consiliare del Pd dell’Aquila attacca la condotta della Provincia:

«Reso esecutivo nei giorni scorsi, con la contrattualizzazione del rapporto di lavoro, l’intendimento dell’Amministrazione Provinciale dell’Aquila di assumere ventuno (21) staffisti a disposizione degli organi politici, in particolare della Presidenza della Giunta.

Con l’affossamento del decreto sul riordino delle Province, per mancata conversione in legge, sono stati in molti a fare salti di gioia per lo scampato pericolo di perdere ruoli, indennità ed altro.

Nel Paese, tra i cittadini, pur tuttavia, è rimasta immutata l’avversione per l’eccesso di livelli istituzionali, l’abuso nell’affidamento di incarichi, consulenze ed elargizione di prebende varie.

La scelta della Giunta provinciale Del Corvo di assumere con chiamata diretta ventuno (21) staffisti per gli organi politici rafforza l’avversione e la sfiducia dei cittadini verso le Istituzioni e la politica in generale.

Ventuno cosidetti “collaboratori” per sette Assessori, un Presidente di Giunta e un Presidente di Consiglio. Una enormità ed un’offesa al senso della misura e della sobrietà alla quale ci si dovrebbe attenere nell’utilizzare le opportunità che le leggi offrono, in particolar modo in un periodo in cui ai cittadini si chiedono pesanti e insopportabili sacrifici.

Ventuno staffisti che si aggiungono alle già numerose collaborazioni politiche, incarichi e consulenze varie attivate con altri strumenti, finalità e risorse come quelle derivanti da OPCM, cioè fondi del terremoto.

E’ fin troppo facile intuire che ventuno staffisti corrispondono pari pari al numero di assessori e consiglieri di maggioranza, con un metodo applicativo e spartitorio che va oltre il famoso “manuale Cencelli”, perché non scontenta nessuno: ognuno ha potuto indicare l’amico, il supporter elettorale e altro. Con la speranza e l’auspicio che non ci siano parenti o affini.

Come a dimostrare che si può fare di tutto, con spregio della ratio della legge, con indecenza e arroganza per esigenze “clientelari”. Nello stesso tempo si mandano a casa precari storici che hanno svolto e svolgono da anni mansioni qualificanti ed essenziali all’interno dell’Ente.

Si accampa l’alibi di risorse insufficienti a fronte della mancata riapertura di strade chiuse o franate e per mille altre esigenze e poi si trovano risorse per finalità per molto dubbie.

Chiediamo al Presidente e alla Giunta di resettare il sistema costruito in questi mesi, per ridare equilibrio e razionalità all’organizzazione complessiva dell’Ente, affinché lo shock provocato dall’intervento dei giorni scorsi della Magistratura non scivoli via inutilmente».

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