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Acerbo, solidarietà ai lavoratori del BURA

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Maurizio Acerbo, consigliere regionale Prc scrive in merito alla lettera ricevuta, da lui come da tutti i consiglieri regionali, dai lavoratori del BURA.

«Il loro “ultimo disperato appello” – scrive Acerbo – non solo merita solidarietà ma suscita anche inquietanti interrogativi sulle scelte della Giunta Chiodi. Non è che si mandano a casa lavoratori qualificati per fare spazio a imprese amiche?».

LA LETTERA DEI LAVORATORI DEL BURA

Siamo i lavoratori del BURA e questa sicuramente è l’ultima volta che Vi scriviamo, perché tra una settimana circa andremo via.

Vorremmo porre alla vostra attenzione la situazione scandalosa che si sta per attuare nella gestione dell’ufficio.

Tutti con alta scolarità e specializzazione, abbiamo gestito per 11 anni sia l’attività ordinaria che lo sviluppo di progetti tecnologici che hanno caratterizzato l’evoluzione del Bura. La caratteristica di attività ordinaria, che tipicamente è gestita dalla pianta organica di un ente come la Regione, oltre che dall’evidenza, ci è stata anche riconosciuta da una recente sentenza del giudice del lavoro.

Nonostante ciò, la Regione ha deciso di chiudere il rapporto di lavoro con noi per assegnare l’attività, con passaggio di consegne di una sola settimana, per altro in periodo natalizio, all’ARIT, ente strumentale di prossima soppressione.

Se ciò dovesse verificarsi, lo scenario sarà il seguente: il servizio sarà gestito ancora da personale precario, se non addirittura da personale reclutato all’interno di società che collaborano con l’Arit, ma senza alcuna esperienza nella redazione del Bollettino e proveniente da fuori città.

Nessuno ha il coraggio e l’onestà intellettuale di trovare una soluzione che eviti di aggiungere al danno la beffa. L’unica certezza è che dal 1 gennaio 2013, le 12 persone che andranno a casa (dopo 11 anni di lavoro, 2 concorsi pubblici superati e una sentenza emessa dal giudice del lavoro, che riconosce loro quel requisito che ben 3 anni fa ha permesso ad altre 73 persone di essere stabilizzate) superando quasi tutti i 40 anni di età, avranno non poche difficoltà a trovare un altro impiego in questa città.

Non vogliamo fare nessuna illazione, ma pensare che vi siano interessi differenti dalla corretta gestione finanziaria e dalla preoccupazione di offrire un servizio adeguato all’ente e ai cittadini regionali, non solo viene naturale, ma è di tutta evidenza nei fatti.

Crediamo che ognuno di Voi, secondo le proprie responsabilità e competenze, abbia il dovere di approfondire le motivazioni di questa decisione in modo da scongiurare qualsiasi comportamento illecito.

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