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Riconoscere un piccolo genio

A volte i loro nomi fanno notizia sui giornali, ma come possiamo riconoscere un piccolo genio da un bambino incredibilmente intelligente? Solitamente si definiscono prodigi quei bambini che in età non superiore ai 13 anni sono dotati di capacità e talento in uno o più settori della scienza o dell’arte.

Si distinguono spesso dai coetanei per fervida curiosità, veloce apprendimento, spiccata sensibilità e senso critico su argomenti complessi.

Non sappiamo con certezza quali siano i fattori determinanti che incidono sul talento dei bambini, ma molti studiosi ritengono che il contesto familiare possa giocare un ruolo fondamentale. I bambini prodigio non hanno un’infanzia semplice: la loro speciale diversità dai coetanei rischia di trasformarsi in solitudine e spesso diventano oggetto di eccessive aspettative da parte delle figure di riferimento. Si tratta di bambini che necessitano di un’attenzione particolare da parte dei genitori e di strumenti adatti che sostengano le loro capacità. Nel nostro Paese purtroppo abbiamo soltanto un’associazione privata che se ne occupa: l’Eurotalent Italia. Conosciamo meglio chi sono i bambini prodigio e vediamone qualche esempio di oggi e di ieri.

[i]Piccoli geni in campo scientifico[/i]

Kim Ung-yong, docente coreano classe 1962, è entrato nei Guinnes dei primati per i suoi 210 punti di QI. A 3 anni leggeva in quattro lingue diverse, dai 3 ai 6 anni frequentava corsi di fisica presso Hanyang University e a 7 anni fu invitato alla Nasa negli Stati Uniti.

Akrit Jaswal ora ha quasi 20 anni ma ne aveva soltanto 7 quando ha effettuato il suo primo intervento chirugico, dopo aver assistito a diverse operazioni presso un ospedale indiano locale.

Jacob Barnett ha 13 anni e ha già ricevuto una proposta di lavoro come ricercatore dalla Purdue University di Indianapolis. Affetto dalla sindrome di Asperger, un disturbo simile all’autismo non ha parlato fino a 2 anni per poi manifestare uno sviluppo cognitivo sorprendente. A 12 anni mette in discussione la teoria della relatività di Einstein, catturando l’attenzione di Scott Tremaine, docente di punta dell’Università di Princeton.

Ainan Celeste Cawley ha 12 anni e vive a Singapore. A due settimane di vita scandiva qualche parola, a sei mesi camminava e a un anno parlava senza difficoltà. È diventato famoso per essere diventato il chimico più giovane al mondo superando il GCE O Level, un esame britannico per ragazzi di 16 anni.

[i]Piccoli artisti prodigio[/i]

Aelita Andre è una bimba australiana di 5 anni ma è già una famosa artista surrealista. Ha cominciato a dipingere a 9 mesi e ha debuttato a 2 anni con la sua prima mostra.

Il pittore Hamzah Marbella ha 11 anni ed è il più giovane membro dell’Associazione degli Artisti filippina. I suoi quadri sono appesi alle pareti del quartier generale delle Nazioni Unite a New York.

Kishan Shrikanth, attore e regista indiano di 16 anni, è conosciuto per aver girato il suo primo film a 9 anni. L’idea gli è venuta osservando alcuni bambini che vendevano giornali invece di frequentare la scuola. La pellicola è stata dedicata ai coetanei meno privilegiati.

Jan Lisiecki ha 17 anni e suona il pianoforte da quando ha 5 anni. Debutta in orchestra a 9 anni, vanta centinaia di esibizioni, inclusa quella al Carnergie Hall davanti alla regina d’Inghilterra.

Alma Deutscher, 7 anni, inglese, suona violino e pianoforte alla perfezione, eseguendo con facilità i grandi capolavori di Handel, Schubert, Beethoven e Mozart.

Keiron Williamson ha nove anni ed è inglese. È chiamato il piccolo Monet: la sua tecnica pittorica ha lasciato a bocca aperta i galleristi del mondo e i suoi quadri hanno già un prezzo minimo di 10 mila sterline.

[i]Piccoli geni del passato[/i]

Diversi geni indiscussi del passato hanno alle spalle una storia di enfant prodige, a cominciare da Wolfang Amadeus Mozart, che a 5 anni componeva già le prime opere e a 6 anni si esibiva davanti alla corte imperiale di Vienna.

Anche Pablo Picasso dimostrò le sue doti straordinarie in tenera età, come rivela nella sua celeberrima dichiarazione: “A quattro anni dipingevo come Raffaello, poi ho impiegato una vita per imparare a dipingere come un bambino”.

Nel campo delle scienze ricordiamo Carl Friederich Gauss, che a 9 anni riuscì a sommare tutti i numeri compresi tra 1 e 100 in pochi secondi, e l’italiano Enrico Fermi, che costruì una pila e diversi giocattoli elettrici durante le elementari.

Conosciuta come grande matematica italiana, Maria Gaetana Agnesi vantava anche prodigiosi doti linguistiche: a 9 anni parlava francese, tedesco, spagnolo, ebraico, greco e latino.

Ci sembra infine opportuno sottolineare che ogni grande risultato è accompagnato sempre da impegno, dedizione e costanza, che si tratti di prodigiose doti innate o meno e da genitori che sanno riconoscere doti (ma anche limiti) dei loro figli.

[i]*Fonte: Alfemminile.com[/i]

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