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Natale al cinema, ecco i film di punta

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Vacanze natalizie alle porte, supersfida al botteghino. Tre titoli si contenderanno il primato: ‘Lo Hobbit – Un viaggio inaspettato‘, il kolossal da Tolkien in sala con 735 copie; ‘Tutto tutto niente niente‘ con Antonio Albanese in uscita in 700 copie; l’ex cinepattone ‘Colpi di fulmine‘ di Neri Parenti col solito Christian De Sica in sala con 700 copie.

Lo Hobbit – Un viaggio inaspettato‘ arriva dopo dieci anni di attesa e una serie di inconvenienti e polemiche che hanno accompagnato le riprese, dalla querelle col primo regista (doveva essere Guillermo del Toro, poi Peter Jackson ha avocato a sé l’onere della regia) alla denuncia delle associazioni animaliste passando per lo scontro con i sindacati australiani sui contratti di lavoro.

Il film nasce sulla scia del grande successo della precedente trilogia da Oscar di Peter Jackson con tali e tante variazioni e invenzioni rispetto al libro che già si prevedono vibranti proteste da parte degli amanti di Tolkien (anche se gli sceneggiatori dicono di aver usato gli appunti al testo scritto da Tolkien presenti nelle appendici del ‘Signore degli Anelli’) e che, forse, non ripeterà i fasti della precedente trilogia da Oscar. Il “tradimento” di Jackson viene suggellato anche in Italia dall’incipit del racconto, la cui traduzione letterale non corrisponde con quella “storica” (“In una caverna sotto terra viveva uno hobbit”).

Contro il ‘piccoletto’ di Jackson, l’Italia schiera due pezzi da 90 della comicità. A partire da Antonio Albanese che si fa in tre: Cetto, Frengo e Olmo, i ridicoli personaggi nati dalla fantasia del comico diventano protagonisti di ‘Tutto tutto niente niente‘ di Giulio Manfredonia, film prodotto da Fandango e considerato il sequel di ‘Qualunquemente’, di cui mantiene il personaggio di Cello La Qualunque. Il film ha l’ambizione di ampliare il quadro dei ‘nuovi mostri’ di Albanese. Oltre al politico qualunquista, assatanato di sesso e corrotto, stavolta compaiono sulla scena anche il razzista veneto Olfo che prepara la secessione dall’aspetto vagamente bunkeriano (da Max Bunker autore del fumetto ‘Il Gruppo Tnt’) e l’ex figlio dei fiori dedito all’abuso di cannabis Frengo. “Ho voluto proseguire sulla comicità di ‘Qualunquemente’ e sviluppare più ritmi, disintegrandomi e raccontando tre caratteri e tre temi diversi di questo Paese”, spiega Albanese. A differenza del primo film, ‘Tutto tutto niente niente’ non presenta legami con la realtà politica né con la cronaca.

Una scelta che lascia spiazzati, soprattutto in un momento così delicato della politica e dopo che, per scelta di marketing, la pubblicità del filmè’ stata incentrata sulle primarie. “Il mio è un film psichedelico, grottesco, drammatico e comico come il tempo che stiamo vivendo – spiega Albanese -. Ci divertiva l’idea di ribaltare dalla galera al Parlamento puntando sulla risata e su personaggi ridicoli. La politica non era il tema su cui volevamo puntare: mi interessava la satira sociale”.

L’altro ‘pezzo da 90’ in campo è Christian De Sica con ‘Colpi di fulmine‘. Diretto da Neri Parenti, il film è una commedia che vuole essere una ‘rilettura’ del cinepanettone andato in crisi negli ultimi anni: più sentimenti, poche parolacce e attenzione anche a un pubblico più esigente non tradizionale di questo genere (il secondo episodio, quello con Lillo e Greg).

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