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Lizzani e il premio Silone

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di Liliana Biondi*

Carlo Lizzani: un nome di grande prestigio nel mondo della cinematografia, è il vincitore della XVIII edizione del Premio Internazionale Ignazio Silone, istituito dalla Regione Abruzzo e destinato ad una personalità la cui opera testimonia o rispecchia i medesimi valori di libertà e di giustizia appartenuti a Ignazio Silone.

La Giuria ha voluto premiare la lunga e brillante carriera ultra sessantennale, del novantenne Carlo Lizzani, vivace cineasta, intellettuale, studioso, critico e saggista cinematografico di chiara fama internazionale, autore della prestigiosa Storia del cinema italiano in più edizioni.

Premio al suo spessore interiore nel concepire il cinema “un’arte di fatti e di uomini”; premio alla sua grande umanità; al profondo senso di rispetto e di dovere morale che egli ha assunto, spesso controcorrente, come regista, di fronte alla memoria storica: dal suo primo documentario, Nel Mezzogiorno qualcosa è cambiato (1950), e dal suo primo film molto coraggioso sulla resistenza, Achtung!Banditi! (1951), all’ultimo film, Scossa (2011): una denuncia verso la memoria breve degli italiani di fronte alle sciagure provocate dal terremoto e dal post terremoto.

Premio, per essere stato, Carlo Lizzani, l’esemplare regista di Fontamara; colui che con arte, con oculata scelta di interpreti e di ambienti, ha con puntualità e intensità trasposto ed adattato agli schermi cinematografici e televisivi l’epopea dei cafoni narrata da Ignazio Silone, valorizzando senza retorica, nella ricca articolazione della narrazione cinematografica che procede verso una sempre maggiore presa di coscienza, sia valori e aspirazioni perenni della civiltà contadina, sia quegli aspetti prettamente meridionali che fanno della terra arida e sassosa, un oggetto d’amore fedele ma doloroso per il contadino del sud.

Guidato da incrollabile passione civile, politica e culturale, il suo racconto cinematografico, come quello documentaristico, dettagliato e semplice, testimoniano storie reali e drammatiche di eventi e di persone, spesso di sinistra, ormai scomparse (Togliatti, Mao Tse Tung e la Cina, Luchino Visconti, Roberto Rossellini, fino a Maria José di Savoia), per cogliere importanti tratti inediti della loro vita, dei loro ideali e del loro operato.

Numerosi e prestigiosi i premi vinti: Cannes, Locarno, Donatello, Nastro d’Argento, F. Trouffeau, nomination all’Oscar.

Lizzani ha collaborato con i più grandi nomi del cinema italiano e no: a iniziare da Giuseppe De Santis, Rossellini, Pietrangeli, Puccini, Lattuada, e poi Fellini, Jean Luis Godard, Bellocchio, Bertolucci, Bolognini, Antonioni, Risi, Monicelli, Pasolini, Scola, Olmi, Pontecorvo.

Membro di giuria ai Festival di Venezia e di Berlino, ha diretto, dal 1979 al 1982, la Mostra del Cinema di Venezia, traghettandola verso nuove istanze dopo gli anni difficili della contestazione.

Accanto al Premio Internazionale, nella sezione dedicata alle scuole secondarie di II grado dell’Abruzzo, sono risultati vincitori a pari merito cinque studenti: Massimo Bucci VA, Liceo Scientifico “A.Volta” di Ortona; Giada Costantini, IIC, Liceo Classico “V. Emanuele II” di Lanciano; Federico Fantauzzi, II C, Liceo Classico “D.Cotugno” dell’Aquila; Sonia Fracassi, V R, Istituto Industriale “Maiorana” di Avezzano; Olga Iacutone, V F, Istit. Magistrale “B. Croce” di Avezzano.

Un certificato di merito va al Liceo Classico Cotugno dell’Aquila e al Liceo Scientifico Volta di Ortona, per la buona qualità di tutti gli elaborati presentati.

*Università degli Studi dell’Aquila, membro della Giuria del Premio e del Direttivo del Centro Studi “Ignazio Silone” di Pescina.

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