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Centro cinema, tempo scaduto

È ai titoli di coda il centro sperimentale di cinematografia. È stato un bel sogno finché è durato.

Il direttore Marcello Foti ha annunciato che le lezioni saranno sospese il 31 dicembre, a meno che Regione e provincia non verseranno entro quella data quanto dovuto in base alla convenzione sottoscritta.

«Dalla data di apertura della sede ad oggi, Regione e Provincia non hanno versato alcun contributo rispetto al dovuto (600 mila euro per la Regione e 50 mila per la Provincia) – ha ricordato Foti – mentre Mibac e Comune dell’Aquila hanno provveduto per quanto di loro competenza. Tale situazione – anche alla luce della norma contenuta nello statuto del Centro Sperimentale di Cinematografia che non consente di destinare risorse finanziarie statali al funzionamento delle sedi regionali – comporterà, in assenza di tempestiva erogazione del contributo da parte delle citate Istituzioni, la sospensione delle attività e la conseguente chiusura della sede a decorrere dal prossimo 31 dicembre 2012».

Ormai Foti non si fida più delle parole. Il Centro sperimentale fotografia nasce dalle ceneri dell’accademia immagine subito dopo il sisma, è il centor di eccellenza migliore al mondo, noto quanto l’Actor studio. L’apertura di questa sede testimoniava anche la vicinanza dello stato subito dopo il sisma. Nel 2012 la struttura ha sostenuto i costi di start-up.

«Ci siamo esposti anche a censure da parte degli organi id controllo revisori dei conti e corte dei conti – ha ricordato Foti – Che ci hanno rimproverato di aver usato i fondi statali per le sedi distaccate. Ho scritto montagne di lettere a Regione e Provincia invitandoli a pagare fino a diffidarle. Tutte prive di riscontro. Non siamo più nelle condizioni di tenere in piedi questa sede. Ho appreso che la regione dovrebbe presentare un disegno di legge per coprire una triennalità, ma rilevo che è una iniziativa tardiva. Voglio tuttavia sperare che in questi 17 giorni ci sia un ravvedimento».

Per il direttore e per l’assessore Stefania Pezzopane la chiusura del centro sarebbe «il peggior biglietto da visita che si può offrire in vista della candidatura dell’Aquila a capitale europea della cultura». Chiudere è già un danno all’immagine e ancora c’è da temere anche qualche azione legale da parte degli iscritti delusi dalla chiusura.

[A.Cal.]

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