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Gran Sasso, Cialente sfiducia Comola

Il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente ha sfiduciato poche ore fa il presidente del Centro Turistico Gran Sasso Alessandro Comola.

Precedentemente avevano rassegnato le dimissioni i componenti del cda.

Secondo indiscrezioni Cialente sarebbe rimasto deluso dalla gestione della municipalizzata in relazione al ritardo nell’apertura degli impianti per consentire l’avvio della stagione sciistica.

A ritardare l’apertura sono i lavori di revisione ancora in corso della seggiovia quadriposto “Le Fontari”.

— LE REAZIONI DEL MONDO POLITICO —

L’Aquila che vogliamo

Quanto la città sia costretta a soffrire per il Gran Sasso, non è altro che il fatale palesarsi della cronica incapacità dell’amministrazione comunale di programmare per tempo anche i normali atti amministrativi quali appunto la revisione ventennale di un impianto di sua proprietà.

Le promesse e l’urgenza e la logorante (per operatori, tecnici e operai) attività di questi giorni cozzano con l’immobilismo dei mesi e degli anni scorsi quando non si è provveduto per tempo neanche alla ORDINARIA AMMINISTRAZIONE di una stazione montana.

Sembrerebbe quasi che si dorma per mesi, a volte per anni, proprio per arrivare a gestire tutto in emergenza, con modalità che poco hanno a che fare con la corretta e trasparente amministrazione della cosa pubblica.

Tutt’altra musica invece in altri contesti, anche in casa nostra: il Parco del Gran Sasso – Laga programma e progetta a livello europeo accreditandosi con autorità a livello internazionale; si è dotato da anni di un piano urbanistico (piano d’area) che attende solo di essere implementato dai titolari dei terreni (comune e CTGS in primis).

Lo stesso Parco del Gran Sasso – Laga, come ha recentemente illustrato alla II Commissione Consiliare, ha ulteriormente approfondito la progettazione territoriale ed attende che dal comune qualcuno “batta un colpo”. Ne va dell’attrattività turistica sostenibile del comprensorio.

Speriamo che anche in questi casi non si cada ancora nell’immobilismo paralizzante tipico di questi ultimi anni.

Nel frattempo, come sempre, il Sindaco continua (solo) ad annunciare progetti faraonici, ipotetici investimenti milionari, sviluppi eclatanti di un settore con il quale neanche dialoga. Figuriamoci se può pensare di gestirlo e svilupparlo.

Su tutto ciò è ora ci si assumano le proprie responsabilità.

Appello per L’Aquila

Gran Sasso Bene Comune, si apra un confronto partecipato sul futuro del turismo nei nostri territori.

Da poche ore il Sindaco ha sfiduciato il Presidente del Centro Turistico del Gran Sasso, Alessandro Comola.

Una battaglia vinta per chi come noi quelle dimissioni le chiede da luglio, l’ultima volta pubblicamente due giorni fa, e per tutti quelli che amano quella montagna.

Era chiaro infatti da mesi che quella dell’avv. Comola era una gestione dissennata e a dir poco opaca.

Oggi il Sindaco addossa tutte le colpe all’avv. Comola per la mancata apertura degli impianti.

Non si contano le volte in cui nei mesi passati gli operatori economici avevano chiesto al Sindaco “Ma quando partono i lavori per le Fontari, quando arriva il gasolio, si rischia di non fare in tempo!”.

Non si contano le nostre sollecitazioni sapendo che i cittadini sono i veri e unici proprietari di quell’azienda.

Ma niente, solo le solite rassicurazioni che portano ai disastri di questi giorni.

Facile oggi, con la sfiducia a Comola, “svicolare” dalle proprie responsabilità, una specialità in cui Cialente è maestro (questo gli va riconosciuto).

Bene, si volti pagina e nell’immediato si faccia del tutto per aprire gli impianti entro questa settimana!

Il nuovo Presidente sia selezionato in maniera trasparente come stabilito dai nostri emendamenti approvati in Consiglio:

– Almeno trenta giorni di tempo di scadenza dalla pubblicazione del bando

– Pubblicazione sul sito dei curricula arrivati, PRIMA che venga presa la decisione.

– Designazione adeguatamente motivata dal Sindaco.

Inoltre è necessario che il nuovo Presidente abbia obiettivi di gestione concreti, compatibili, misurabili e verificabili nel tempo da tutti i cittadini.

E che sia finalmente l’occasione per un confronto pubblico e partecipato sul futuro del Gran Sasso e sulle strategie turistiche per tutto il territorio, non solo quello montano.

Mettiamo in rete tutti gli operatori per costruire un’offerta turistica coordinata che vada dalla montagna al bed & breakfast, dalle iniziative culturali alle manifestazioni sportve.

Facciamolo veramente: chi meglio di chi la vive la cima più alta dell’appennino in estate e in inverno può apportare le giuste idee, chi meglio degli operatori nel settore (albergatori, ristoratori, guide, maestri, professionisti, manovalanze, tecnici, etc..) può contribuire a una migliore gestione dell’accoglienza? Troviamo le modalità per decidere insieme quale sia la via migliore per rimettere in piedi un’azienda indebitata pesantemente a causa delle gestioni scellerate della politica degli ultimi decenni.

Facciamolo Sindaco, ma facciamolo veramente! Apriamo un nuovo e sincero percorso di partecipazione sullo sviluppo turistico dei nostri territori, anche perché nei prossimi mesi andranno prese sul Centro Turistico decisioni fondamentali per il futuro.

Questa volta le scelte non dovranno avvenire nelle stanze chiuse, anche perché noi non lo permetteremo. La vicenda del CTGS è la prova che questo metodo non funziona e difatti abbiamo il risultato di avere gli impianti chiusi. Altro che rilancio turistico.

Il Gran Sasso è patrimonio della città, è un BENE COMUNE e il suo destino va deciso con un progetto concreto e condiviso che faccia parte di una visione di accoglienza più ampia e coordinata con tutte le altre attrattività dei nostri territori.

Appello per L’Aquila, in alta quota.

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