IlCapoluogo.it - L'aquila News: notizie in tempo reale di Cronaca, Politica, Stefania Pezzopane, Massimo Cialente, Pierpaolo Pietrucci,Collemaggio

Cas dimezzato con l’ultimo censimento

di Marianna Gianforte

L’assemblea cittadina si sposta nell’ufficio dell’assessore Fabio Pelini. Troppo freddo nel tendone di piazza Duomo per riunirsi lì sotto. Stanza piena e tante domande fatte dalla gente all’assessore, anche alla fine dell’incontro su problematiche vecchie e nuove legate all’assistenza alla popolazione.

Avremo ancora il contributo per l’autonoma sistemazione? Perché abbiamo dovuto fare un nuovo censimento a settembre? Quali sono i criteri con cui vengono assegnati gli alloggi del progetto Case e dei Map? Se in una famiglia nasce un bimbo, si avrà diritto ad avere un appartamento più grande? Sono solo alcuni dei dubbi che assillano i cittadini e che sono stati esposti a Pelini.

Ma il dato più importante sul quale l’assessore si è soffermato, è stato «il dimezzamento dei fondi destinati al Cas, rispetto a un anno fa». Una riduzione possibile grazie proprio a quel censimento che i cittadini non hanno compreso. «Grazie a quei questionari e tramite i controlli incrociati e le verifiche fatte dal settore all’Assistenza alla popolazione, il costo del Cas si è molto ridotto», ha spiegato Pelini.

«Negli ultimi 18 mesi abbiamo raccolto 4,3 milioni di Cas non dovuto con controlli incrociati e segnalazioni», ha spiegato. «Alcune persone hanno riportato i soldi il giorno dopo la nostra chiamata. Si tratta di 20-30mila euro». Pelini ha chiarito che è intenzione del Comune «battersi in ogni modo per chi ha diritto all’assistenza; ma per chi non ha diritto saremmo inflessibili».

Il recupero dei contributi non dovuti per l’autonoma sistemazione «ha determinato un grosso risparmio sul Cas. Siamo passati da 3,5 milioni mensili agli attuali 1,7. In sostanza abbiamo dimezzato rispetto a un anno fa. Ci sono anche persone che avevano l’accredito in banca», racconta Pelini, «e che non hanno mai ritirato i soldi. E ci sono persone che ci hanno lucrato sopra».

Quanto alle pratiche del Cas, l’assessore ha specificato che «quelle attualmente aperte sono 3.210, e partivamo da 4.629 pratiche, pari a 5.912 persone», ha aggiunto. «Vi ricordo che all’origine erogavamo il Cas a 4.229 nuclei, con 9mila persone assistite prima del sondaggio di settembre».

Ma l’assessore ha anche ricordato che «ci sono stati 1.010 nuclei che non hanno presentato il censimento a settembre e stiamo facendo delle verifiche». Il prossimo step, ora, è ottenere il pagamento delle mensilità di ottobre e novembre, come promesso da Aldo Mancurti. E infatti le rendicontazioni sono state portate con una macchina del Comune al ministero. «La promessa del governo è che saranno pagate prima di Natale». «Per raggiungere questo risultato è stato necessario un lavoro incessante di giorni da parte dell’ufficio che, nonostante le enormi difficoltà legate all’espletamento del “concorsone” che ci ha “tolto” 19 dipendenti su 25 perché precari, è riuscito ad approntare in tempi record le rendicontazioni».

Non finisce qui. Perché sull’orizzonte aquilano incombe un cielo incerto: quello dalla crisi di Governo. L’intento del Comune – grazie al buon recupero delle risorse relative al Cas, che ha consentito all’amministrazione di presentarsi con una certa credibilità al governo che chiedeva a gran voce di “sforbiciare” notevolmente il Cas – è quello di ottenere una proroga del contributo per tutti e per tutto il 2013. Ora che il governo è praticamente caduto, però, cambiano gli interlocutori, e non si sa quale strada si deve seguire. «Non più quella del milleproroghe», ha chiarito Pelini, «seguiremo quella degli emendamenti alla legge di Stabilità, tramite i nostri parlamentari». E si lascia andare a uno slancio di ottimismo: «La soluzione è vicina».

Di fronte alle domande incalzanti dei cittadini, Pelini ha ricostruito i motivi che hanno portato alla decisione del Comune di effettuare un altro censimento della popolazione assistita, e che si va ad aggiungere a quello della Protezione civile del 2009 e a un altro del 2010.

«Il censimento della Protezione civile era “prescrittivo”: avrebbe vincolato per anni i cittadini alle scelte che venivano indicate nel documento», ha chiarito l’assessore. «Quello di settembre, invece, è stato “descrittivo”. Serviva, cioè, a raccogliere informazioni sulla popolazione assistita con il contributo e a fotografare il popolo del Cas, per sapere come avremmo dovuto ridistribuire l’assistenza una volta che il governo ci avesse tolto i finanziamenti».

Pelini ha ricordato, infatti, che «in quel momento il governo ci diceva che spendevamo troppo e premeva per farci fare delle razionalizzazioni, con il rischio che il contributo finisse per tutti il 31 dicembre di quest’anno. Così abbiamo pensato che ci sarebbe stato utile individuare le varie situazioni familiari, per capire a chi fosse, ad esempio, indispensabile il Cas e chi poteva, al contrario, sopravvivere anche senza. Ecco perché abbiamo chiesto alla gente come veniva utilizzato quel contributo».

Ma l’obiettivo, naturalmente, resta quello di fare rientrare a casa quanta più gente possibile. «In vista dei 1.172 cantieri soprattutto in periferia, dobbiamo agevolare il passaggio dal Cas al progetto Case e poi dagli alloggi nelle abitazioni», ha ricordato.

Pelini ha, poi, ricordato che presto arriveranno le lettere per le utenze da pagare per i nuclei familiari del progetto Case e dei Map che prima del sisma erano in affitto e che sui campanelli degli alloggi è obbligatorio mettere il nominativo, pena una multa dai 25 ai 500 euro.

[url”Torna alla Home Attualità”]http://ilcapoluogo.globalist.it/?Loid=154&categoryId=202[/url]

X