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Fossa, rassegna Natale a teatro

Assolo è la storia di una donna, Teresa, lasciata dal marito, che si ritrova sola in una casa, simbolo di un sogno d’amore infranto.

La donna denuncia con forza la rottura di un rapporto d’amore durato anni.

Uno schiaffo all’anima che le consente di analizzare con chiarezza tutto ciò che è stato. Con un linguaggio concreto, asciutto, ironico, Teresa racconta un passato vivo solo nelle parole, uniche sopravvissute allo scorrere del tempo.

Il passato è restituito dalla forza di una memoria viva, fedele, a tratti grottesca, una memoria che trattiene però una parte, privando Teresa della felicità di possedere nuovamente ciò che aveva. Teresa è quindi l’emblema di quella struggente nostalgia per qualcosa che è stato e che non può essere più. Il suo grande sforzo sarà di riuscire a svincolarsi dalle seducenti corde del passato che la tengono ancora legata e le impediscono di camminare.

Attraverso un oggetto, un odore, un’immagine, la protagonista narra a voce alta la vita, se stessa e il suo rapporto con gli uomini in un gioco scenico divertente, pungente, a tratti irresistibile.

Teresa narra un mondo coniugale in cui ha dato e ha preso, ma non sempre il bilancio è in pari, un mondo dove tutti noi possiamo ritrovarci perché centrale è il tema dell’amore, un mondo dove tutti noi siamo stati almeno una volta. E come dice lo scrittore Azorin: «Vivere è vedere passare: vedere passare lassù le nubi. Meglio, vivere è veder ritornare. È veder ritornare tutto in un ritorno perenne, eterno; vedere ritornare tutto – angosce, gioie, speranze- ,come queste nubi che sono sempre diverse e sempre le stesse, come queste nubi fugaci e immutabili».

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