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Crisi, l’Abruzzo alza la testa

«Dal momento in cui si è manifestata la crisi economica, l’Abruzzo ha avuto un andamento di Pil meno negativo rispetto alla media nazionale. Infatti, nel periodo 2007-2011, la perdita di Pil in Italia è stata del 4,5%, mentre in Abruzzo si è attestata al 3,9%. Dato recentemente confermato anche dal Centro Studi Sintesi». Lo ha dichiarato, questa mattina, a Pescara, il presidente della Regione, Gianni Chiodi, in apertura della tavola rotonda sul tema “[i]L’Abruzzo in Europa. Quali prospettive?[/i]” organizzata da Cisl Abruzzo e dal dipartimento di economia aziendale dell’università D’Annunzio.

«Se si parla di arretramento dell’Abruzzo nella classifica delle Regioni dell’Unione Europea per Pil – ha detto il presidente – bisogna anche dire che questo è dovuto principalmente ad una Perdita di produttività del sistema Paese. Sul fronte occupazione, invece, – ha rimarcato Chiodi – l’Abruzzo risulta una delle poche regioni in cui si è registrato un numero di occupati superiore al dato del 2008, relativo al periodo di pre-crisi. Al tempo stesso – ha proseguito – si è verificato un aumento del tasso di disoccupazione, ma questa circostanza è determinata principalmente dalla crescita del numero di persone in cerca di lavoro».

Secondo Chiodi, ad incidere in maniera negativa sul sistema economico regionale, è stato un insieme di fattori. «Innanzitutto, l’uscita dall’Obiettivo 1, – ha osservato – poi, il fatto che, per anni, l’Abruzzo sia stata la prima regione, dal nord Italia verso il sud, a garantire l’esenzione decennale dall’Irpeg e dall’Ilor a quegli imprenditori che intendevano insediarsi sul nostro territorio. Inoltre, non va sottaciuta la circostanza che l’Abruzzo ha un’economia prociclica, che si esalta quando l’economia mondiale tira e che si deprime quando c’è crisi poichè la componente industriale è preponderante rispetto agli altri settori».

Cosa può fare la politica per arrestare questa fase di arretramento dell’economia? «Una debolezza strutturale del nostro sistema – ha affermato il presidente della Regione – è legata alle ridotte dimensioni delle imprese che sono poco competitive sui mercati internazionali. Ecco perchè, da tempo, abbiamo cominciato a favorire percorsi di carattere dimensionale attraverso le reti di impresa, i poli di innovazione, ma anche nell’abito dei consorzi fidi».

Secondo Chiodi, «solo attivando sinergie tra di loro, le imprese potranno davvero aprirsi all’internazionalizzazione ed orientarsi quindi verso le export. E’ finita da tempo l’era dei finanziamenti alle imprese secondo la logica delle domande a sportello – ha concluso – e non è un caso se il quotidiano “Il Sole 24 ore”, recentemente, ci ha classificato come la nona regione in Italia per quantità di risorse destinate a processi di innovazione».

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Recentemente, la Commissione europea ha adottato l’analisi annuale della crescita 2013, che definisce cinque priorità per aiutare gli Stati membri durante la crisi, in attesa di un ritorno alla crescita: portare avanti un risanamento di bilancio differenziato e favorevole alla crescita, ripristinare la normale erogazione di prestiti all’economia, promuovere la crescita e la competitività attuali e future, lottare contro la disoccupazione e le conseguenze sociali della crisi e modernizzare la pubblica amministrazione.

«Riguardo al primo punto – ha detto il presidente – in quattro anni abbiamo ridotto il debito del 25 per cento e non è cosa da poco. In merito al terzo – ha proseguito – non disponiamo solo dei Fas (Fondi aree sottoutilizzate) ma anche del pacchetto Presto che prevede risorse per circa 123 milioni di euro. Inoltre, abbiamo destinato ai giovani tutte le risorse del fondo sociale europeo. Senza contare che ben diciotto progetti relativi ai poli d’innovazione ed alle reti d’impresa coinvolgono ben 800 aziende».

In relazione, infine, alla lotta alla disoccupazione, Chiodi ha ricordato «le numerose misure di sostegno varate dalla Giunta regionale a beneficio dell’imprenditoria giovanile e di quella femminile».

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