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Specchio respinge le accuse

Si è svolto stamane, davanti al gip del tribunale dell’Aquila Giuseppe Romano Gargarella, l’interrogatorio di garanzia di Valter Specchio, direttore generale della Provincia dell’Aquila, arrestato tre giorni fa nell’ambito di un’inchiesta della procura dell’Aquila relativa alle gare con cui sono stati affidati i lavori di rifacimento di alcune strutture scolastiche legate al progetto “Scuole sicure”, piano straordinario da 221 milioni per 213 istituti varato per l’Abruzzo dal governo nazionale.

Insieme a Specchio sono finiti ai domiciliari Giancostantino Pischedda, procuratore speciale della ditta Pellegrini di Cagliari e Franco Rossano Palazzo, legale rappresentante di una società di impianti tecnologici con sede a Foggia. Gli indagati devono rispondere, a vario titolo, dei reati di corruzione, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, peculato, abuso d’ufficio e falso ideologico in atti pubblici.

L’udienza è cominciata in orario e alle 12.30 il direttore generale della Provincia dell’Aquila, è uscito per fare rientro nel carcere di Teramo.

«I pm – ha detto l’avvocato Giulio Agnelli, legale di fiducia di Specchio – sono andati molto a fondo su tutti gli argomenti e penso sinceramente di aver dato tutte le spiegazioni su tutto. L’ingegnere Specchio è stato preciso su ogni delibera su ogni lavoro: ho chiesto al giudice di rimettere in libertà il mio assistito, la Procura si è presa qualche giorno per dare il suo parere. Il giudice si pronuncerà entro martedì. Credo che l’interrogatorio sia stato soddisfacente».

«Specchio si è autosospeso da tutti gli incarichi che aveva in Provincia anche per essere più sereno per quanto riguarda la sua difesa – ha aggiunto l’avvocato Agnelli – Ci siamo resi disponibili a fornire anche ulteriori spiegazioni qualora fossero necessarie, ritengo che il mio cliente non abbia nulla di cui temere. Purtroppo si è cercato di farlo passare per persona dalla vita sregolata, come il Berlusconi di provincia, cosa che non è. Come direttore generale della Provincia dell’Aquila, non si rimprovera nulla perchè ogni atto da lui posto in essere non ha alcun rilievo penale. Si tratta di un’operazione molto più ampia mirata a screditare la Provincia e il direttore generale però questo è un nostro parere di cui non abbiamo alcuna prova. Sicuramente c’è qualcosa, ma adesso non abbiamo nessun elemento per poter affermare con sicurezza tali sospetti».

«Sull’urgenza degli atti – ha spiegato il legale – essa era stabilita dalla presidenza del consiglio dei Ministri visto che si dovevano aprire le scuole e che c’era stato da parte di Reluiss un verbale in cui si diceva che le scuole non erano sicure e non rispettavano neppure il 60 per cento della sicurezza. Chiaramente la Provincia ha dovuto fare un atto che permettesse la riapertura delle scuole se non proprio nel giorno naturale dell’ingresso sempre il più velocemente possibile, quindi è stata dichiarata l’urgenza, ed è stata posta in essere questa procedura rispettando, secondo noi, tutta la normativa in vigore, poi sui criteri diversi adottati, tra Avezzano e Sulmona è stato fatto sia perchè gli studenti di Avezzano sono circa 5 mila mentre Sulmona 2.500 sia perchè le esigenze di reperire posti alternativi tra Avezzano e Sulmona erano diverse. Riteniamo che sia stata una scelta giusta, che l’ingegnere rifarebbe che ha dato la possibilità di ristrutturare le scuole e renderle sicure».

Parlando poi dell’altra contestazione sollevata dai pm Mancini, Gallo e D’Avolio, dell’appalto sul “monitoraggio on line“, lo stesso «è stato fatto, ma non è stato portato a termine perchè il finanziamento era stato bocciato. Le apparecchiature – ha detto sempre Agnelli – sono presso la Provincia dell’Aquila».

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