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Cisl: L’Aquila al centro del documento Ocse

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«L’Ocse ha validato, nell’incontro del 4 dicembre scorso, a Parigi, il documento definitivo “Abruzzo verso il 2030: sulle ali dell’Aquila”, che traccia le linee guida per la ricostruzione e lo sviluppo futuro dell’Aquila e di tutti i comuni del cratere. La nostra città è stata al centro di un dibattito internazionale, con rappresentanti non solo europei, ma delle realtà economiche Giapponesi, Israeliane, Americane, con l’obiettivo di creare un modello di rinascita socio-economica e fisica di un territorio colpito da un evento disastroso, come il sisma del 2009». E’ quanto affermano Paolo Sangermano, segretario generale Cisl della provincia dell’Aquila e Gianfranco Giorgi, vice presidente del Comitato Abruzzo, di cui fanno parte Confindustria, Cgil, Cisl e Uil.

«Come ha fatto notare l’Ocse nella sua ricerca – spiegano Sangermano e Giorgi – il terremoto dell’Aquila è stato caratterizzato da una specifica dimensione regionale. Nel senso più ovvio del termine, l’Abruzzo è una “regione post disastro” da un punto di vista economico, poiché il sisma ha danneggiato una porzione significativa del suo capitale fisico e interrotto i processi sociali ed economici in cui era coinvolta parte della popolazione. La ricostruzione dell’Aquila si deve, quindi, inserire in un contesto di sviluppo più ampio, con particolare riferimento alle opportunità di lavoro, una delle priorità indicate nel programma dell’Ocse».

La Cisl ha evidenziato «il ruolo che è chiamata ad assumere la governance locale e regionale per far sì che le linee guida tracciate a livello europeo vengano realmente applicate sul territorio. La realizzazione di un’efficace strategia di sviluppo per l’Abruzzo e per il territorio colpito dal terremoto richiede una nuova visione ed un ripensamento del potenziale della regione, che deve puntare sulle risorse endogene per costruire la propria strategia di sviluppo e, nel contempo, aumentare l’apertura esterna del sistema regionale per attrarre un maggior numero di imprenditori, studenti e capitale, fattori che incoraggiano lo sviluppo economico e migliorano la qualità della vita – sottolineano Sangermano e Giorgi – lo studio dell’Ocse mette in evidenza le sfide mancate dalla nostra provincia e dell’Abruzzo. La capacità di progettazione futura non può essere legata alla sola gestione a breve termine, ma deve vedere una forte coesione di tutte le parti, da chi governa alla società civile, per mettere in rete la propria capacità propulsiva e costruire L’Aquila del futuro, partendo dalle vocazioni proprie del territorio».

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