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Università: ecco i reali rischi della legionella

Il responsabile del servizio di prevenzione e protezione dell’università dell’Aquila Mario Alaggio e il medico competente Leila Fabiani ritengono che «in relazione alla occasionale presenza di legionella spp nella sede universitaria ex Reiss Romoli è necessario chiarire alcuni elementi di certezza, unitamente agli interventi effettuati e programmati».

«La Legionella – spiegano Alaggio e Fabiani in una nota congiunta – è un batterio che prolifera in condizioni di temperatura permissive (20 – 50 °C) negli impianti e nel biofilm che può formarsi nelle tubature, serbatoi, boiler (nonché idromassaggi, impianti termali, umidificatori, torri di raffreddamento e così via) soprattutto in condizioni di flusso incostante. Può causare, soprattutto in soggetti già in condizioni precarie o con altri fattori di rischio, una polmonite che può essere grave in dipendenza delle condizioni già dette. Il batterio può causare infezione se inalato in aerosol generati dalla turbolenza del flusso idrico e non si conosce trasmissione interumana alternativa.

La combinazione di tali elementi determina la relativa rarità delle infezioni: circa 6 casi per anno per milione di abitanti. È disponibile terapia antibiotica. Gli organismi sanitari nazionali ed europei hanno dettato linee guida per il controllo del rischio in relazione alla possibilità di prevenzione, attualmente efficace; alla diffusione dei fattori predisponenti alla crescita batterica (assai diffusi); alla necessità di coinvolgere le strutture turistico recettive, destinatarie della normativa, dato che i casi sono frequentemente legati a viaggi anche internazionali».

«Precisiamo – aggiungono – che la normativa italiana, è rivolta alle strutture turistico recettive e non contempla altre possibili situazioni, quali nel nostro caso gli uffici e le aule, in relazione alla scarsa probabilità che possano verificarsi situazioni di rischio, nell’uso dell’acqua calda in tali tipologie di strutture.

Di conseguenza il responsabile del servizio di prevenzione e protezione dell’Ateneo ha attivato sin da giugno 2012, in rapporto all’uso delle residenze universitarie, la valutazione del rischio, chiedendo all’Arta il controllo della presenza del batterio. A seguito di positività in alcuni punti di prelievo, sebbene a livelli al di sotto di quelli per i quali le linee guida prevedano un intervento, è stata tuttavia effettuata una prima bonifica con successo. Pertanto la valutazione del rischio consentiva l’attivazione delle residenze.

È opportuno dedurre dagli elementi di certezza ricordati che i fattori predisponenti alla moltiplicazione di Legionella spp sono diffusi sul territorio e dunque anche nella sede Reiss Romoli (dimensioni ed età dell’impianto idraulico; flusso non costante per l’uso saltuario dell’acqua calda). Di conseguenza solamente la continua applicazione delle indicazioni contenute nelle linee guida, consente di mantenere il rischio sotto controllo.

Tra le indicazioni seguite, attualmente sono messe in atto le seguenti: controllo periodico della presenza/numerosità di Legionella in rapporto alle numerosità predefinite per gli interventi di bonifica previste nella norma specifica; “cura” degli impianti in rapporto alla temperatura, alla disinfezione integrativa in continuo, alla manutenzione dei filtri; analisi di eventuali crescite in rapporto ai singoli punti di prelievo.

Allo scopo di assicurare una valutazione favorevole del rischio è stato già fatto, e programmato per il futuro, tutto quanto previsto, sulla base delle evidenze scientifiche e della normativa di riferimento. I dettagli degli interventi fatti e programmati sono già stati comunicati agli interessati e alle strutture di controllo che ad oggi non hanno dato prescrizioni specifiche o aggiuntive né hanno richiesto ulteriori interventi».

«Allo stato attuale – concludono Alaggio e Fabiani – la valutazione del rischio è favorevole, il monitoraggio verrà proseguito e ulteriori informazioni verranno periodicamente fornite agli interessati. I responsabili sono a disposizione di chiunque abbia necessità di approfondire l’argomento o completare l’esame della situazione con ulteriori dettagli tecnico-scientifici. Appare infatti poco opportuno e dannoso per il benessere e la tranquillità della comunità accademica che si diffondano informazioni parziali, imprecise o non calate nella situazione specifica e quindi sostanzialmente inattendibili».

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