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Ofena, poste part time. E’ caos

La riduzione dei giorni di apertura dell’ufficio postale di Ofena ha creato molti disagi alla popolazione che ieri

mattina con l’ulteriore orario ridotto del sabato ha manifestato tutta l’esasperazione. Dopo file e code di oltre due ore, alcuni cittadini hanno richiesto l’intervento dei Carabinieri.

«Alcuni cittadini hanno preferito tornare a casa senza poter fare le operazioni previste, – denuncia in una nota Dino Rossi, presidente del Cospa Abruzzo – forse per clemenza verso l’impiegato. Altri hanno aspettato per circa due ore dopo la chiusura. Oltre tutto il sabato l’orario è ridotto di un ora, le poste chiudono alle 12:45.

La riduzione dei giorni per i cittadini di Ofena è un vero e proprio disagio, – prosegue la nota – molti stanno pensando di spostare tutto nella banca confinante. Tutti trovano assurda questa decisione, visto che per anni le poste hanno fatto una campagna promozionale per l’apertura dei conti correnti, facendo diventare la posta una banca. Sono state inoltrate alcune richieste per il posizionamento del postamat, una cosa che avrebbe potuto ridurre i disagi che gli ofenesi stanno vivendo, ma il risultato, è stato come parlare al vento.

Contro questa decisione, gli ofenesi sono pronti a dare battaglia, mentre il comune ha promesso ai cittadini il ricorso al Tar. Quello che fa rabbia, è che le poste percepisce dallo Stato un contributo di circa 600 milioni di euro per garantire il presidio su tutto il territorio nazionale. Una cosa vergognosa. I piccoli centri montani, grazie a questa politica miope, rischiano di scomparire del tutto.
Attendiamo fiduciosi l’impegno del nuovo Prefetto».

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