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C.a.s.e., il contatore della discordia

di Alessia Lombardo

«Vorrei pagare per quello che consumo e non 2 euro al metro quadro».

A parlare è una lettrice residente nel Progetto Case di Bazzano che non ci sta all’uso del riscaldamento centralizzato, il cui consumo sarà riparametrato per i metri quadri dell’appartamento senza prendere in considerazione del numero degli abitanti o il consumo diverso che si possa fare di acqua calda e riscaldamento.

«Purtroppo – ha spiegato – non è possibile determinare il consumo del singolo alloggio, perché esiste un unico contatore intestato al Comune dell’Aquila ma che non è dato sapere dove sia collocato.
Ad oggi, infatti, ci sono ancora dei ‘segreti di stato’ ovvero la posizione dei contatori: c’è un’unica caldaia per ogni singolo progetto Case o c’è una singola caldaia per ogni piastra».

In effetti abbiamo riscontrato l’esistenza di un unico contatore di ingresso per ogni piastra intestato al Comune di L’Aquila che misura in metri cubi il gas consumato dall’intera piastra.
All’ingresso di ogni palazzina, poi, è collocato un ulteriore contatore con tanti ‘contabilizzatori di calorie’ quanti sono gli appartamenti. Il contabilizzatore rivela quante calorie consuma ogni appartamento per l’acqua calda e il riscaldamento.

La lettrice, che lamenta una suddivisione dei consumi iniqua se non si tiene conto del diverso utilizzo di riscaldamento da appartamento ad appartamento, ha cercato di saperne di più chiamando l’assistenza dell’azienda Enel Gas.
«Ho chiamato il numero verde – ha precisato – e mi ha risposto un operatore (da Bari) che mi ha detto che con le chilocalorie del mio appartamento non sa che farci».

Questo è il vero dilemma dei contatori nei Progetti Case dell’Aquila. Il Comune dovrebbe essere in grado di tradurre le chilocalorie registrate dai ‘contabilizzatori’ nei metri cubi richiesti per il conteggio dell’Enel Gas.

«Negli ultimi due mesi – ha continuato – nella mia palazzina ci sono quattro alloggi vuoti con il riscaldamento acceso. Il consumo degli alloggi vuoti si va a sommare a tutti gli altri nel contatore comune e poi la cifra da pagare viene ripartita negli alloggi abitati. Non mi sembra una cosa corretta».

La signora lamenta la poca chiarezza del Comune dell’Aquila, in particolare del sindaco Massimo Cialente e dell’assessore Alfredo Moroni, sul cosiddetto conguaglio.
«Se il Comune è intestatario di un’unica bolletta – ha tuonato – mi chiedo come sia possibile fare il conguaglio. Se il consumo nel mio appartamento è inferiore rispetto a quello di un altro utente, devo pagare sempre 2 euro al metro quadro per la grandezza del mio appartamento. La differenza non me la ridarà mai nessuno».

«Bisogna anche dire – ha concluso – che ci sono dei pensionati con una pensione minima che tendono ad accendere poco, mentre chi può permetterselo usufruisce del riscaldamento 24 ore su 24».

Nella maggior parte delle piastre, ogni singolo appartamento è dotato di un contatore del gas che registra esclusivamente il consumo dei fornelli, mentre l’acqua calda e il riscaldamento rimandano al contatore unico.

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