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Scuola: questo Profumo non ci piace

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La “pantera” degli insegnati è inarrestabile.

In 400 al liceo Cotugno hanno bocciato a gran voce i provvedimenti del ministro Profumo. Scongiurato il pericolo dell’aumento dell’orario curricolare nelle secondarie superiori da 18 a 24 ore, il pericolo è ancora dietro l’angolo soprattutto per i precari e si chiama concorsone.

Un dispendio di risorse pubbliche inutile, hanno detto all’unisono, per creare ulteriori precari.

La protesta è solo all’inizio: nei prossimi giorni si susseguiranno assemblee straordinarie nei singoli istituti per approdare al giorno della grande manifestazione a Roma contro il ministro Profumo del quale sono state chieste le immediate dimissioni, in “stereofonia”, da tutta Italia.

«Siamo soddisfatti dell’assemblea provinciale – hanno commentato il segretario regionale Uil scuola Enio Taglieri, Fiorella Tortiello della Cisl scuola provinciale, Andrea Leonzio della Cisl scuola regionale, Rosaria Cupi dello Snals, Claudio Di Cesare di Gilda e Pino Belmonte della Cgil – perché hanno partecipato non solo numerosi professori, ma anche delegazioni di studenti e di genitori, in segno di solidarietà».

Gli insegnanti chiedono le dimissioni del ministro Profumo, «perché sullo stipendio c’è bisogno della contrattazione sindacale e non si possono prendere decisioni unilaterali. I tagli del Governo Monti e del precedente esecutivo colpiscono sempre sanità e scuola. A quasi quattro anni dal terremoto ancora non c’è un piano serio per la ricostruzione degli edifici scolastici delle zone terremotate. All’Aquila si studia sempre nei Musp, mentre ad Avezzano il Liceo Scientifico deve utilizzare due container. Non va dimenticato che quest’anno scolastico sono rimasti a casa, senza nessuna tutela, 200 precari con la qualifica Ata».

A.Cal.

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