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Rettore Bignardi progettò il Polo ex San Salvatore nel 2003

A proposito dell’inaugurazione della nuova sede del dipartimento di Scienze Umane, il prof. Beomonte Zobel, già componente del CdA dell’Ateneo e docente di ingegneria, ha dichiarato che ferma restando l’importanza della sede in pieno centro storico, su un piano strategico generale per la ricostruzione dell’Aquila, nessuna strumentalizzazione può oggi essere fatta dal rettore Di Orio.

«Il merito dell’operazione San Salvatore è tutto dell’ex rettore prof. Luigi Bignardi – ricorda Beomonte Zobel – che riuscì a ottenere un importante finanziamento di circa 8 milioni di euro per l’acquisto del dismesso ospedale San Salvatore.

Il progetto di rivalorizzazione dell’area, inclusivo del nuovo edificio che si è appena inaugurato, venne presentato da Bignardi nel 2003, insieme ai progettisti della Facoltà di Ingegneria. Dal momento del suo ingresso al Rettorato nel 2004, il rettore Di Orio non ha perso occasione in molte circostanze per esprimere fortissime riserve sull’operazione San Salvatore, bloccando di fatto per anni l’iter dell’acquisizione del “vecchio” San Salvatore, mentre andava avanti molto a rilento – anche per vicende giudiziarie esterne – la costruzione dell’edificio nuovo».

La lungimiranza di Bignardi non fu solo strategica, ma legata anche alla sicurezza degli edifici: infatti il nuovo edificio fu progettato a livello strutturale con i famosi isolatori sismici, oggi ritenuti standard di sicurezza massima nell’edilizia in zona sismica: tanto è vero che la struttura dell’edificio è rimasta intatta dopo la scossa devastante del 6 aprile 2009, e ha consentito una normale prosecuzione dei lavori. E’ appena il caso di ricordare, comunque, che ancora l’11 novembre 2009 Di Orio in CdA ricordava al consesso di «aver espresso sempre dubbi sulla validità di questo progetto, la cui realizzazione, secondo le rassicurazioni fornite all’epoca dell’approvazione dell’intervento, avrebbe dovuto aver termine nell’anno 2007».

Una maggiore solerzia del rettore in epoca non sospetta avrebbe consentito di evitare la waterloo della infelice scelta della sede a Bazzano nella ex Acron, oltre che garantire allo Stato italiano un bel risparmio di soldi.

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