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Polo universitario, convivono lezioni e cantieri

di Alessia Lombardo

Un cantiere aperto, ma allo stesso tempo agibile con i “chiassosi” operai che si mescolano a studenti diligenti pronti a recuperare il mese di lezioni perduto per l’agognato inizio dell’anno accademico. È il ritratto del neonato (e non ancora ultimato) Polo umanistico, situato in Viale Nizza, ex ospedale San Salvatore.

Fruita in primis dagli studenti della Facoltà di Lettere e filosofia la struttura dal [i]look total white[/i] ospiterà nelle prossime settimane i ragazzi iscritti a Scienze della Formazione.

Certo l’inaugurazione fatta in fretta e furia lo scorso 25 ottobre ha lasciato dubbi, seppur sopiti, sulla reale funzionalità immediata dello stabile, ma le polemiche andavano in qualche modo smorzate con una cerimonia in pompa magna.

Numerose le stanze vuote e gli spazi ancora inutilizzati, nei corridoi al provvisorio [i]work in progress[/i] si notano per contrasto piante che adornano l’ambiente.

Mentre gli universitari si guardano intorno interrogandosi su quale sia la stanza dove si tiene la propria lezione, c’è chi trapana, chi salda, chi imbianca e chi spacchetta.

Sedie, appendiabiti, cattedre, armadietti sono ammassati in alcune stanze in attesa della definitiva collocazione, mentre i servizi igienici sono già ultimati anche in piani in cui non si può non notare la fisiologica e fastidiosa polvere dei lavori.

Prontissima l’aula magna, cornice lo scorso giovedì della cerimonia inaugurale.

«Tra qualche giorno – spiega Marco (studente universitario intervistato ndr) – arriverà la segreteria studenti e verrà collocata al piano terra, poi sarà la volta della biblioteca. Attendiamo anche l’arrivo delle macchinette».

Nel “dove si va?” generale si respira l’entusiasmo del ritorno in centro storico.

«Tornare qui è un sogno – dice sorridente Lucia (studentessa aquilana di lingue ndr)- la sede è bellissima, ma incompleta. Capiamo anche che tutto non poteva essere fatto in fretta. Gli operai hanno lavorato giorno e notte, ce l’hanno anche detto».

«Nell’aula studio a piano terra – continua indicando la stanza – non c’è ancora nulla. I disagi ci possono stare però ci sono anche le cose positive: ieri la lezione di spagnolo è stata seguita da 130 studenti. Un numero così non si registrava da tanto».

Restano per qualcuno i dubbi su come si farà a recuperare il mese di lezioni perduto perché già da novembre si potranno dare gli esami e ci saranno le lauree. «Non so come faremo – afferma Carla (studentessa intervistata fuori sede ndr) – speriamo di recuperare le lezioni».

In attesa dell’attivazione dell’aula studio, si utilizza temporaneamente una stanza “innominata”, nelle aule del terzo e quarto piano riceveranno prossimamente i professori, ma sono al momento utilizzate per le lezioni.

Poco importa ai tenaci universitari, aquilani e non, che negli ultimi tre anni e mezzo hanno sviluppando un immenso spirito di adattamento imparando su tutto a vivere nella precarietà, se bisognerà attendere per utilizzare l’ingresso principale.

È solo una questione di tempo, stanno lavorando per loro. Nessuno può dire il contrario.

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