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Iurato: i giovani aquilani la priorità

di Mariana Gianforte

Il prefetto dell’Aquila Giovanna Maria Rita Iurato da l’addio alla città. Un bilancio “positivo” e un “forte legame” con le persone è quello che porta con sé a Roma, dove è stata nominata capo dell’Ispettorato generale di amministrazione del ministero dell’Interno.

Un altro prefetto aquilano che fa “carriera” dopo una parentesi nella città terremotata, dopo Franco Gabrielli, attualmente capo del Dipartimento della Protezione civile. Al posto della Iurato arriverà all’Aquila Francesco Alecci.

Nella sala conferenze che ospitò il consiglio dei ministri nel luglio 2009, alla Guardia di Finanza a Coppito, la Iurato ha fatto un bilancio del suo lavoro.

La lotta alle infiltrazioni criminali e mafiose negli appalti della ricostruzione è uno degli aspetti più rilevanti del biennio della Iurato all’Aquila. «Le forze dell’ordine hanno eseguito un numero importante di visite ispettive nei cantieri della ricostruzione privata, dati che sono gestiti con un software innovativo che permette di incrociarli e capire se c’è qualche anomalia», ha spiegato il prefetto. «Abbiamo così eseguito monitoraggi e controlli sul lavoro nero, gli extracomunitari irregolari impiegati nei cantieri e i mezzi non a norma».

Sono 91 in tutto gli accessi eseguiti nei cantieri. A tratti commossa, la Iurato ha sottolineato il valore di deterrente che ha la rete dei controlli sulle irregolarità.

La Prefettura dell’Aquila ha effettuato, nell’ambito della ricostruzione pubblica, decine d’interdizioni a imprese, con conseguente decadenza dell’appalto. Si tratta di aziende dall’acclarato collegamento con le mafie. Migliaia, poi, le ditte controllate. «Su alcune – ha spiegato la Iurato – c’è qualche perplessità e quindi la Prefettura ha emesso dei provvedimenti atipici.

Si tratta di un potere discrezionale della Prefettura nei casi in cui si supponga esista un’eventuale collusione con la criminalità organizzata».

Il prefetto ha ricordato come «con la partenza della ricostruzione privata pesante rischi d’infiltrazioni mafiose all’Aquila ci sono, ma i controlli finora sono stati efficaci» e il sistema messo in atto dalla Prefettura ha di fatto “scoraggiato” tante imprese che stavano cercando di entrare in modo illecito nella ricostruzione. «La nostra attenzione – ha ricordato il prefetto – si è rivolta, infatti, sulle ditte subappaltatrici», che possono essere il cavallo di troia delle mafie per fare affari con i soldi pubblici.

E proprio sulla ricostruzione pesante il prefetto ha fatto un appello a istituzioni e cittadini. «Dovete conoscere bene il funzionamento dell’iter per ricostruire edifici e aggregati. Solo così potrete capire se c’è qualcosa che non va e segnalarlo alle forze dell’ordine – ha detto riferendosi, in particolare, agli aggregati, dove – c’è un cittadino che fa il presidente dell’aggregato e deve valutare le ditte, la loro adeguatezza, i tempi dei lavori». La Iurato ha poi ricordato il caso anomalo, emerso anche dalla banca dati della Prefettura, di amministratori che gestiscono decine di condomini. «Il privato deve essere messo nelle condizioni di scegliere le ditte giuste», ha detto.

Anche sulla sicurezza sociale la Prefettura ha fatto «un lavoro duro». «C’è un aumento del consumo di alcool e droga dal post-sisma tra i giovani – ha ricordato la Iurato – anche se in generale non si è verificato un aumento della criminalità organizzata in città».

La Iurato lascia la città consapevole «di aver faticato e lavorato duramente in un contesto sociale difficile a causa del terremoto». In due anni, oltre alle problematiche legate al sisma, il prefetto ha dovuto, infatti, affrontare anche l’esondazione dell’Aterno del dicembre 2010, l’intensa nevicata dello scorso inverno e poi il problema della sicurezza pubblica non solo all’Aquila, ma anche nel resto della provincia.

Luco dei Marsi, Castel di Sangro, la Valle Roveto, la Marsica in generale sono le zone più sottoposte a furti e altre attività illecite legate, soprattutto a Luco, alla presenza masiccia di extracomunitari.

«A tal scopo abbiamo istituito dei Comitati di sicurezza pubblica – ha spiegato la Iurato – che mettono insieme Prefettura, forze dell’ordine e sindaci dei territori. Il fenomeno dei furti, ad esempio, nella Valle Roveto è stato affrontato molto bene anche con l’installazione di telecamere».

Ma il contesto più particolare da gestire è stato, per la rappresentante del governo, senz’altro L’Aquila.

«Ho nel cuore i giovani di questa città – ha detto commossa – loro devono essere la priorità per gli amministratori se davvero desiderano la rinascita del territorio. Bisogna garantire il futuro ai giovani aquilani».

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