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Assediare il Palazzo del calcio, non la Juve

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Andrea Agnelli è preoccupato: «La Juve a Catania ha dato una testimonianza di assoluta professionalità, ha riconosciuto subito l’errore arbitrale. Ciò che fa riflettere è l’atteggiamento che abbiamo ricevuto prima, durante e dopo la partita, un duro accanimento contro i dirigenti, che hanno dovuto lasciare la tribuna insultati da prima della partita, quindi prima del fatto».

«Fa riflettere ritrovarsi già domenica sera nelle trasmissioni televisive e ora in uno stato di quasi assedio che trovo assolutamente anormale e atipico. Gli errori ci sono stati a nostro favore e a nostro sfavore. È stato interessante leggere un sondaggio di panorama.it che dice che, mettendo ad oggi in fila gli errori, la Juve è la più danneggiata».

È stato assolutamente sgradevole coinvolgere il designatore Braschi a commentare: credo che la pressione che si esercita debba essere esercitata su ogni singolo errore e non solamente su alcuni errori».

Alcune considerazioni del presidente della Juve sono condivisibili. Altre no.

1) A cominciare dall’assedio che a Catania sono stati i giocatori della Juve a montare nei confronti di Gervasoni e Maggiani. Per non dire delle durissime accuse di Pulvirenti, secondo il quale sono state le proteste della panchina bianconera a indurre l’assistente a cambiare idea. Se poi gli arbitri si decidessero a tirare fuori il regolamento e ad applicarlo a colpi di cartellini, vivrebbero meglio e i giocatori capirebbero che è ora di piantarla di circondarli, sbraitando ogniqualvolta si registri un episodio controverso.

2) Agnelli ha ragione quando stigmatizza e denuncia gli insulti e gli improperi di cui i suoi dirigenti sono stati bersaglio a Catania, così come spesso succede ai dirigenti di alre squadre in altri stadi italiani. È il risultato del lassimo con il quale in questi anni è stato affrontato il problema dell’insicurezza e dell’incivltà degli stadi italiani. In Federcalcio e in Lega, forse qualcuno pensa che si possano combattere a colpi di multe e facendo finta di niente. Non è così. A forza di tollerare striscioni razzisti, cori indegni, vilipendio di poliziotti e carabinieri; a forza di giocare a scaricabarile pur di non sospendere una partita in caso di manifesta barbarie: a forza di tutto questo, ci ritroviamo nella situazione attuale. Eppure, basterebbe applicare le norme in vigore, penali e sportive.

3) Agnelli ha ragione quando afferma che ci sono stati errori a favore e asfavore della Juve. Come di tutte le altre squadre, soprattuto di quelle politicamente più deboli o inesistenti agli occhi di quei direttori di gara, di quegli assistenti che li considerano psicologicamente sudditi. Provate ad immaginare che cosa sarebbe successo a parti invertite a Catania per Catania-Juve o in qualunque altra partita che avesse coinvolto Milan, Inter, Napoli, Roma e poi ne riparliamo. O non è forse vero che, in ogni turno di campionato, gli errori arbitrali contro le medie e picole società hanno un risalto minore e passano velocemente in fanteria?

4) Agnelli ha torto quando definisce sgradevole la pressione esercitata su Braschi perchè commentasse i fatti di Catania. Sgradevole? Macchè sgradevole. Braschi ha il dovere di intervenire, di spiegare, di motivare le ragioni di tutti gli errori dei suoi assistiti, i motivi per i quali designa ufficiali di gara tecnicamente mediocri dalle cui cantonate scaturiscono obbrobri come quello di cui è rimasto vittima il Catania. Braschi deve spiegare perchè un giudice di porta, che non ha facoltà d’intervento sul fuorigioco, a Catania si sia comunque impicciato ed è stato premiato con la designazione per Palermo-Milan, 48 ore dopo il disastro.

5) Agnelli ha torto quando pensa che la Juve sia assediata. Perchè la Juve non ha certo bisogno di favori arbitrali e perchè non è la Juve che deve essere assediata, ma il Palazzo del calcio. Federazione, Lega, arbitri: c’è un intero sistema da assediare, presidente Agnelli. In gennaio, quando si terranno le elezioni in Figc, capiremo molte cose.

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