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Consiglio comunale con Barca

di Marianna Gianforte

Non ha avuto un attimo di respiro oggi il ministro per la Coesione territoriale Fabrizio Barca. Dopo le [url”proteste dei cittadini davanti all’Agenzia delle Entrate”]http://ilcapoluogo.globalist.it/Detail_News_Display?ID=39245&typeb=0&Agenzie-Entrate-taglio-del-nastro-in-via-Zara[/url] e il tour de force della conferenza stampa del commissario Gianni Chiodi, ha chiuso in bellezza con il consiglio comunale che si è tenuto in via Ulisse Nurzia.

Seduto tra il sindaco Massimo Cialente e l’assessore Marco Fanfani, il ministro ha ascoltato in silenzio gli interventi dei consiglieri di tutti i gruppi. Quattro minuti a testa: non ha concesso di più il presidente del consiglio comunale Carlo Benedetti.

Le questioni messe in risalto dai consiglieri hanno riguardato un po’ tutti gli aspetti più controversi della ricostruzione. Non sono mancati i momenti di forte polemica nei confronti del governo, espressi soprattutto dal consigliere del Pdl Guido Quintino Liris e da Enrico Perilli, capogruppo della Federazione della sinistra.

Altri interventi sono stati fatti da Giorgio De Matteis (L’Aquila città aperta), che ha sollevato, in particolare, la questione delle aree bianche non ancora risolta e della disorganizzazione del Comune dell’Aquila; Vincenzo Vittorini (L’Aquila che vogliamo), che ha ricordato al ministro la necessità di consentire una ricostruzione al cento per cento della città, garantita dalla legge soltanto fino all’80%: «Questa è un’opportunità per tutto il Paese», ha detto, «L’Aquila può essere un esempio per altre situazioni analoghe e un monito per il futuro».

Si sono susseguito poi gli interventi di Ermanno Giorgi (Api); Ettore Di Cesare (Appello per l’Aquila), che ha fatto notare a Barca che non è stata garantita, finora, la trasparenza dei dati relativi alla ricostruzione; Maurizio Capri (Pd); Giustino Masciocco (Sel), Angelo Mancini (Idv), critico nei confronti dei dati forniti poco prima da Chiodi relativi al rientro del 57% della popolazione nelle proprie case.

«Sono dati falsi, relativi alla residenza«, ha spiegato, »che è stata mantenuta qui ma la gente è andata a vivere altrove, la città si sta spopolando e il termometro ne è la scuola”. Poi ancora interventi di Piero Di Piero (Udc) e Pierluigi Properzi (Domani L’Aquila). Attacchi sono arrivati da più parti al concorsone, con Mancini che ha intimato: «Bloccatelo subito!».

Netta la risposta di Barca: “Il concorsone è una soluzione corretta e costituzionalmente inattaccabile, inoltre è chiudibile già alla fine dell’anno. Sarà il concorso più veloce della storia del Paese», ha detto il ministro, dedicando poi gran parte del resto del suo intervento all’arrivo dei due super-managerche saranno a capo degli uffici speciali: Paolo Esposito e Paolo Aiello. «Non risponderanno al ministro per la Coesione territoriale», ha precisato il ministro, «ma saranno dipendenti dei Comuni e dovranno operare nell’interesse nazionale e non solo dell’Aquila. Il loro programma sarà pubblico, Esposito lo illustrerà il 24 novembre e Aiello il 27».√

Barca ha difeso poi la scelta dei requisiti dei direttori: «Cercavo manager capaci di gestire risorse umane e non figure specialistiche». Prima di congedarsi e ripartire per Roma, il ministro ha ricordato che «la Cassa Depositi e prestiti non erogherà più un euro per la ricostruzione, è ormai superata. Le risorse di cui L’Aquila avrà bisogno arriveranno dal rifinanziamento dei capitoli di bilancio». Barca ha, poi, difeso la filiera: «Non mi è affatto sembrata lenta e nemmeno cervellotica». E agli aquilani lamentosi e polemici sulla ricostruzione ferma ha dato un suggerimento: «Vantatevi di più del fatto che dall’inizio dell’anno ci sono in città 1172 nuovi cantieri per la ricostruzione delle case “E”. È lì che sono finiti i 2 miliardi della Cassa depositi e prestiti, altrimenti non sarebbero finiti».

Al consiglio regionale, intanto, il consigliere del Pdl Luca Ricciuti presenterà una risoluzione «per la costituzione in giudizio della Regione nei confronti dei due atti Inps e Inail, che il governo non è in grado di bloccare», ha spiegato. «Confido che sarà valutata all’unanimità. C’è il problema serio delle cartelle Equitalia già pronte a partire. Chiederò ufficialmente che ci sia un’informativa su quei fondi», ha aggiunto Ricciuti. «Voglio sapere se le due circolari dell’Inps e dell’Inail sono servite per la costruzione del nuovo bilancio dello Stato».

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