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No Monti day: Prc L’Aquila da voce alla città

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La federazione dell’Aquila di Rifondazione Comunista ha partecipato alla manifestazione nazionale contro il governo Monti. «Abbiamo portato in quel corteo le ragioni della protesta aquilana contro la restituzione delle tasse al 100%, pretesa da un ministro Fornero che addirittura si porta avanti coi tempi rispetto ai diktat europei, con ancora maggiore arroganza nei confronti della popolazione terremotata». Questo il commento di Francesco Marola, segretario provinciale PRC.

«Abbiamo trovato grande solidarietà tra i manifestanti. Quella più bella è venuta dal palco di S. Giovanni, dove è intervenuto un esponente del comitato sisma.12 dei terremotati emiliani che ha parlato di unità tra emiliani e aquilani, rifiutando le assurde contrapposizioni contenute nelle [url”dichiarazioni di Gabrielli”]http://ilcapoluogo.globalist.it/Detail_News_Display?ID=37815&typeb=0&16-10-2012–Terremoto–Gli-emiliani-hanno-reagito-meglio-[/url]».

Per Rifondazione Comunista la manifestazione segna un punto di svolta importante verso una direzione nuova, fuori dai vecchi schemi del centrosinistra svuotati di senso dopo il governo Monti sostenuto indistintamente da PDL-UDC-PD. «Proponiamo di lavorare in questo senso a tutte le forze politiche di opposizione, dall’IDV al nuovo soggetto politico del sindaco De Magistris e di Alba, da Sinistra Critica fino a quanti in SEL non hanno condiviso la scelta delle primarie del centrosinistra, ma anche insieme a forze sociali come il comitato no debito e sindacali come la Fiom».

Nella provincia dell’Aquila Rifondazione darà continuità a questo percorso con la campagna referendaria su articolo 18, articolo 8 Sacconi, riforma delle pensioni Fornero e per la riduzione degli stipendi d’oro dei parlamentari.

«Si tratta di restituire diritti a lavoratori sottratti da questo e dal precedente governo e di contrastare quei privilegi che hanno trasformato le istituzioni in occasione di potere individuale ed hanno ridotto alcuni partiti a meri comitati elettorali per interessi privati».

«Si tratta al contempo di un percorso comune a diverse forze politiche, sindacali e associative, che lascia intravedere la possibilità di un’alternativa politica. Si tratta di confrontarsi con la partecipazione delle persone, animate da un forte desiderio di discontinuità, per ascoltare i bisogni e per scrivere un programma che parta da questi».

«Un programma di questo genere non può essere scritto assieme a un PD che dichiara di proseguire sulla strada del Governo Monti, quindi dei diktat della BCE e del neoliberismo europeo. E’ per questo che occorre lavorare nel nostro territorio per una coalizione sociale di tipo nuovo, per una vera rottura dell’attuale assetto politico».

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