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Confindustria: giovani imprenditori a Capri

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Prima giornata, ieri, della ventisettesima kermesse dei Giovani Imprenditori di Confindustria a Capri “Europa under pressure. Integrazione, sviluppo, lavoro. Unire l’Europa, rafforzare l’Italia”.

Anche l’Abruzzo presente alla manifestazione con l’assessore Lavoro e Formazione Regione Abruzzo Paolo Gatti, il quale ha parlato di riforme scolastiche a partire dalla Costituzione. «Oggi ho sentito molto parlare di “riformare le Istituzioni” e, tra queste, Formazione e Scuola. A me pare che sarebbe sufficiente attuare il titolo V della Costituzione per mettere mano ad una riforma scolastica ma, purtroppo, l’orientamento del Governo va in direzione contraria: riformare il titolo V in luogo della Scuola».

«Fin quando le Regioni e, insieme ad esse il sistema istruzione, non avranno la competenza sulla selezione dei docenti, dei dirigenti scolastici e dei loro stipendi, non si innescherà mai una “fabbrica del merito”. Il fatto che lo Stato si sia dato l’obiettivo di centralizzare le politiche attraverso la riappropriazione di alcune materie, si tradurrà in un arretramento tristemente finalizzato a non cambiare nulla. Esiste attualmente un tavolo con il Ministero dell’Istruzione, ma la decisione di mettere mano alla Costituzione, anziché all’istruzione, mi fa molto riflettere».

Pierluigi Panunzi, presidente G.I per Confindustria L’Aquila ha detto: «I nostri Padri hanno fatto l’Europa, ora tocca a noi Giovani fare le regole. È certo che se si va a votare con il vecchio sistema, in Parlamento continueranno a sedere ancora le stesse persone: dettare nuove regole per avere persone nuove è un’azione che devono compiere i Giovani, subito e senza nessuna esitazione. Il divario tra politica e impresa non è mai stato così ampio: bisogna avere il coraggio di agire».

«Abbiamo capannoni vuoti, con i drammi interiori che li accompagnano, e una quantità di vertenze che stanno a significare una cosa sola: aumenterà la popolazione dei senza lavoro e, quindi, quella che non consuma, con evidenti ripercussioni su tutto il sistema sociale. La Regione Abruzzo deve guardare con estrema attenzione alle questioni aperte dalle grandi industrie nonché sostenere le piccole con strumenti di incentivazione alla crescita. Resto turbato dal tanto parlare di stritolamento dell’euro. Ma perché non ci concentriamo sullo stritolamento delle imprese, cioè sull’economia reale?».

Confindustria di Teramo era rappresentata da Luca Verdecchia, presidente dei giovani Imprenditori: «i nostri manager devono formarsi all’estero. Dobbiamo guardare il pil di Germania, Francia e Olanda per comprendere che si può avere la crisi ma senza soccombere».

«Negli anni 2009/11 abbiamo avuto un +12% di export perché il marchio italiano, e per marchio intendo sia il prodotto che il processo materiale e immateriale, piace a tutto il mondo. Questo però non deve farci chiudere gli occhi di fronte ad una realtà che si sviluppa in parallelo: gli altri ci acquistano ma poi ci copiano e fanno più business di noi. Oltre ad una politica di protezione dobbiamo acquisire stabilmente che i nostri manager devono formarsi all’estero, in modo da essere nei centri di produzione del sapere e contemporaneamente dove si costituiscono i nuovi andamenti dei mercati».

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