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Caso Rea, padre: Salvatore deve parlare

Il padre di Melania Rea ribadisce che quello che è successo è »una sconfitta per tutti».

Oggi, il giorno dopo la [url”condanna all’ergastolo per Salvatore Parolisi”]http://ilcapoluogo.globalist.it/Detail_News_Display?ID=39043&typeb=0&Parolisi-e-ergastolo[/url], il papà di Melania, Gennaro Rea, all’omicida nonché marito di sua figlia chiede questo: «Si ravveda, parli, ci dica perché lo ha fatto».

DOLORE IN CASA REA, ‘TRAGEDIA INCONCEPIBILE’ – Non hanno dormito neanche un secondo Gennaro e Vittoria Rea. Hanno parlato, quello sì, tantissimo. Il giorno dopo la condanna di Salvatore Parolisi per l’omicidio della loro figlia Melania, Gennaro Rea non fa che ripetere questo: «è inconcepibile».

Oggi, dopo l’ergastolo, c’è una cosa che il papà di Melania non fa che chiedersi e chiedere: «perché ha ucciso nostra figlia. Come ha fatto a uccidere la mamma di sua figlia».

Ora al centro di tutto c’è proprio Vittoria: ha solo tre anni, senza la mamma, uccisa, e senza il papà, in carcere con la pena dell’ergastolo. Le prime ore del mattino i Rea le hanno trascorse proprio con la loro nipotina, prima che la piccola venisse affidata oggi alla famiglia Parolisi, secondo le previsioni stabilite dal giudice per i minorenni.

«Non mi ha visto per due giorni – ha detto Gennaro – ed ora non vuole che stare con me».

BREVE INCONTRO GENITORI CON SORELLA PAROLISI PER FAR TRASCORRERE A BIMBA VITTORIA GIORNATA CON PARENTI PAPA’ – Nessuna stretta di mano, sguardi piuttosto bassi. È così che stamattina, in via Pomintella a Somma Vesuviana (Napoli), si sono incontrati per pochi istanti Vittoria e Gennaro Rea, i genitori di Melania, e Franca, sorella di Salvatore Parolisi, ieri condannato all’ergastolo per l’omicidio di sua moglie Melania.

L’incontro è avvenuto davanti all’uscio di casa dei Rea: al centro la piccola Vittoria, solo tre anni, figlia di Salvatore e Melania, che oggi trascorrerà la sua giornata proprio con la famiglia Parolisi. «Lasciateci in pace», ha detto Franca Parolisi ai giornalisti che volevano chiederle un commento sulla sentenza di ieri.

MADRE MELANIA: SALVATORE NON LO PERDONERO’ MAI – «Salvatore non lo perdonerò mai». Mamma Vittoria, stamattina, ha scosso la testa di fronte a chi gli ha chiesto se un giorno perdonerà Salvatore.

Con il marito Gennaro si è recata al cimitero di Somma Vesuviana, pochi minuti davanti alla tomba della figlia. «Se sono contenta? Non c’é niente di cui essere contenti», ha risposto mamma Vittoria a chi le chiedeva alla condanna all’ergastolo di Salvatore.

«Se con Salvatore in carcere Melania fosse tornata da me allora sì che sarei stata contenta. Ma Melania da noi non tornerà più. Giustizia, quella sì, è stata fatta», ha aggiunto mamma Vittoria che, come sempre, ha rivolto il suo pensiero principale alla piccola nipotina: «È a lei, solo a lei, che bisogna pensare».

Quanto a Salvatore il perdono, dice, non glielo darà. Risponde con un secco “no” a chi glielo chiede. Poi, dopo una pausa, aggiunge: «Per i tradimenti…».

FRATELLO: SOLO RABBIA – La «verità processuale l’abbiamo avuta», dice Michele Rea, fratello di Melania. Ora «quello che aspettiamo è di sapere perché Salvatore lo ha fatto, perché ha ucciso mia sorella».

Anche se «sono quasi sicuro che non lo dirà mai, perché ad oggi ci ha sempre voltato le spalle». C’è rabbia e dolore nelle parole di Michele, il fratello di Melania Rea.

Ribadisce anche lui che quello che è successo «rappresenta una sconfitta per tutti» così come si dice convinto che «la strada è ancora lunga, ci sono ancora due gradi di giudizio». Nella casa dei suoi genitori, dopo la sentenza di condanna all’ergastolo per suo cognato Salvatore, è arrivato a tarda notte.

«Io e mia madre ci siamo abbracciati – racconta – in lacrime mi ha detto solo questo, finalmente la giustizia è arrivata». Poi si sono tenuti stretti, «per non so neanche quanto tempo». Michele, come ha sempre fatto in questi due anni, non fa che pensare alla piccola Vittoria, “certo che oggi starà con i nonni, noi dobbiamo pensare alla sua serenità, saranno poi gli organi competenti a decidere”. Intanto quasi auspica questo: «Ho letto le dichiarazioni degli avvocati di Parolisi, su una cosa concordiamo e cioé che Salvatore ha avuto un giusto processo. E quindi perché ricorrere in appello?».

Alla piccola Vittoria «racconteremo la verità, la storia più simile alla verita», dice ancora Michele. «Lo faremo con l’aiuto degli esperti». «Cosa le abbiamo detto? Che il papà è un posto dove vanno le persone che hanno fatto cose cattive», ha aggiunto.

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