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GdF per Del Turco no versamenti in contanti

Gli accertamenti bancari e patrimoniali hanno caratterizzato, oggi pomeriggio, la testimonianza dell’ex comandante provinciale della guardia di finanza di Pescara, il colonnello Maurizio Favia, al processo su presunte tangenti nella sanita’ privata abruzzese. Per quanto riguarda l’ex presidente della regione Ottaviano Del Turco, Favia ha detto che non sono stati rinvenuti versamenti di denaro contante sul suo conto corrente.

Il colonnello poi ha parlato dell’acquisto di tre case, due a Roma e una in Sardegna. Favia ha spiegato che le case di via Crescenzo a Roma e quella in Sardegna sono state acquistate dalla compagna di Del Turco, che ha ricevuto il denaro dall’ex presidente. Questi soldi Del Turco li ha presi dal suo conto corrente, che e’ cosi’ finito in rosso.

Del Turco lo ha poi ripianato smobilizzando alcuni titoli e riscattando una polizza accesa nel 2001. Favia ha evidenziato che queste operazioni erano tutte legittime, solo che sono apparse sospette in quanto il periodo dell’acquisto della casa di via Crescenzo coincide con quello in cui Vincenzo Angelini sostiene di aver pagato a Del Turco una tangente di 200 mila euro.

In aula si e’ parlato anche di un’altra casa acquista a Roma da Del Turco per suo figlio Guido. Il colonnello ha detto che per reperire una parte di soldi per acquistare l’appartamento Del Turco ha venduto cinque quadri alla galleria Mucciaccia di Roma. La restante parte invece e’ stata reperita da Guido Del Turco attraverso un mutuo.

Durante l’udienza l’ex governatore ha fatto delle dichiarazioni spontanee riguardanti l’acquisto delle case e la presunta tangente che Angelini gli avrebbe consegnato il 13 gennaio 2007. Del Turco ha sostenuto che e’ impossibile in quanto quel giorno era la festa di San Antonio, e, quindi, Angelini non sarebbe mai potuto arrivare davanti casa sua, ma si sarebbe dovuto fermare a 7 km di distanza.

L’ex presidente ha inoltre aggiunto che quel giorno la sua abitazione era piena di parlamentari e finanzieri. Il colonnello ha ribadito che non ci sono stati versamenti in contanti sui conti di Del Turco, al contrario di quanto e’ stato accertato invece per Quarta, Cesarone e Conga.

Si e’ parlato, anche, di prima e seconda cartolarizzazione, oggi, al processo su presunte tangenti nel mondo della sanita’ abruzzese. In mattina e’ salito sul banco dei testimoni un maresciallo della finanza che ha ripercorso l’iter delle cartolarizzazioni. Ad animare l’udienza una frase dell’avvocato Giandomenico Caiazza, difensore di Del Turco, che ha provocato la reazione della procura. A riportare la calma ci ha pensato il presidente del collegio, Carmelo De Santis.

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