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Morì in guerra, salma torna in Abruzzo dopo 71 anni

Rientra domani in Abruzzo, dopo 71 anni, la salma di uno dei caduti della seconda guerra mondiale. Si tratta di un componente del 14esimo reggimento di fanteria ‘Pinerolo’, di stanza a Chieti, Sabatino Sigismondi, il quale, partito nel dicembre del 1940 da San Giovanni Teatino (Chieti), morì a febbraio dell’anno successivo in Albania.

Le spoglie del soldato, conservate fino ad oggi nel sacrario militare ‘Oltremare’ di Bari, sono state individuate grazie all’impegno di un pronipote.

Per l’occasione è stata organizzata una cerimonia che si svolgerà nel monumento ai caduti della Seconda guerra mondiale, in corso Italia nella frazione di Sambuceto: il sindaco, Luciano Marinucci, insieme alle autorità civili, militari e religiose della città, accoglierà la salma e un picchetto d’onore dell’esercito renderà gli onori militari al caduto, che poi verrà tumulato nel cimitero di Sambuceto.

Sigismondi morì, quattro giorni dopo la nascita del suo primogenito, il 3 febbraio del 1941 a Berat, cittadina dell’Albania centrale, area in cui persero la vita centinaia di soldati italiani.

Il trasferimento della salma del soldato è stato possibile grazie all’impegno di un pronipote dell’uomo. Il giovane, grazie a controlli incrociati su internet e ad una serie di richieste, è riuscito a risalire al sacrario militare pugliese, in cui si trovano le spoglie di oltre 60 mila vittime delle campagne di Grecia ed Albania. «E’ un onore riaccogliere nella nostra terra chi ha fedelmente servito la Patria ed è caduto nell’adempimento del proprio dovere» commenta il sindaco Marinucci, secondo cui il sacrificio di Sigismondi rappresenta «un insegnamento diretto soprattutto ai più giovani».

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