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Grandi Rischi, Cialente: Nonostante riunione chiusi due scuole

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«Sarebbe ridicolo che il sindaco di una città laureato in medicina possa prevedere meglio della Commissione Grandi rischi e di un contesto di scienziati». Lo afferma il primo cittadino dell’Aquila, Massimo Cialente, in risposta alle dichiarazioni del ministro dell’Ambiente Corrado Clini dopo la condanna dei sette componenti dell’organo scientifico consultivo della presidenza del Consiglio.

«Nonostante la riunione della Grandi rischi di cui tutti sappiamo – ricorda Cialente – il 31 marzo e il 1 aprile ho chiuso due scuole definitivamente per esigenze di sicurezza, la De Amicis e Santa Barbara. Il 2 aprile la giunta comunale ha chiesto lo stato di emergenza inviando copie della delibera al presidente del Consiglio, a Guido Bertolaso, a Gianni Chiodi e a Daniela Stati. Abbiamo deliberato la chiusura delle scuole nonostante in ripetuti incontri con insegnanti e genitori la decisione fosse contestata con questi ultimi che chiedevano la chiusura parziale. Eppure ho trasferito 600 bambini a viale Duca degli Abruzzi e la materna in un altro plesso».

Insomma, per Cialente «se la città da una parte era rassicurata, dall’altra si è visto un sindaco che chiedeva lo stato d’emergenza senza essere convocato e ricevuto da nessuno, chiudendo e trasferendo scuole». «E se non ci fosse stata la tragedia, se qualcuno avesse dovuto essere accusato di procurato allarme sarebbe stato il sindaco dell’Aquila, l’unico controcorrente, insieme al vice sindaco e agli assessori».

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