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Marocchino eroe: aggiudicato permesso 6 mesi

Il ministro dell’Interno, Annamaria Cancellieri, ha dato disposizione per il rilascio di un permesso di soggiorno per motivi umanitari, per la durata di sei mesi, a favore di Adoiou Abderrahim, il cittadino marocchino che pochi giorni fa si era gettato in un canale nel Fucino per soccorrere gli occupanti di un’auto incidentata.

La concessione del permesso di soggiorno, rileva il Viminale, è stata decisa per «il coraggio, l’elevato senso civico e lo spirito di appartenenza alla comunità dimostrati lo scorso 17 ottobre quando ha tratto in salvo una famiglia, tra cui un bambino di cinque anni, che si trovava a bordo di un veicolo finito fuori strada nelle acque di un canale».

La storia di Adoiou è simile a quella di molte altre persone: lavorava e aveva un permesso di soggiorno da diversi anni in Italia. Poi, aveva avuto un problema con la giutizia: arrestato e condannato per 1 anno e mezzo per spaccio di droga. In questi casi per un immigrato, la pena è doppia: non solo si sconta la pena in carcere, ma bisogna anche lasciare il paese.

Adoiou, però, non se ne è andato, e si è trasferito a Avezzano dove ha lavorato insieme al fratello come bracciante. Poi, è capitato su quella strada, ha visto le persone cadere in acqua e senza pensare alla sua situazione si è precipitato a salvarle. Ora si è saputo che l’uomo rischiava l’espulsione.

Il ministro dell’Interno ha deciso di dargli una seconda possibilità: ora può solo sperare di trovare un datore di lavoro che decida di regolarizzarlo.

«Il mio assistito ha ringraziato tutti per questo riconoscimento. Ora però la catena di solidarietà va completata. Voglio vedere quali persone lo accoglieranno e quanti lavori potranno essere offerti a quest’uomo» – questo il commento dell’avvocato Giuseppe Verrecchia di Avezzano, legale del marocchino Adoiou Abderrahim –

«Il mio assistito faceva il saldatore, una figura che in Italia è molto richiesta – ha precisato Verrecchia –

Questa è una storia emblematica, ma va verificato ancora quanto influirà quell’errore commesso (Abderrahim era stato espulso per una condanna, ndr). Adoiou è certamente una brava persona». Il legale ha anche ringraziato il presidente della Provincia dell’Aquila, Antonio Del Corvo, per il “cordiale” incontro avuto ieri con il marocchino, durante il quale si è parlato di un posto di lavoro. «Abderrahim ha ringraziato tutti – ha concluso l’avvocato -, ma ha spento il telefonino perché non vuole riflettori su di sé, perché ritiene di aver compiuto un gesto normale».

OK A PERMESSO SOGGIORNO PROVVISORIO E REVOCA DECRETI ESPULSIONE – Abderrahim Adoiou può restare in Italia: oggi insieme al suo avvocato, Roberto Verdecchia, ha formalizzato la domanda per regolarizzare la sua posizione e al tempo stesso ha avuto notizia della revoca dei due decreti di espulsione nei suoi confronti disposta dal prefetto dell’Aquila, Francesco Alecci.

Tecnicamente a Adoiou è stato rilasciato dalla Questura dell’Aquila un permesso di soggiorno provvisorio in attesa di quello effettivo di sei mesi, concesso per motivi umanitari dal ministro dell’Interno, Annamaria Cancellieri.

«Il mio assistito – ha spiegato Verdecchia – ha finalmente l’autorizzazione a restare in Italia. Oggi abbiamo formalizzato in Questura sia la questione della permanenza sul territorio italiano, sia la revoca dei decreti di espulsione da parte del Prefetto dell’Aquila».

Adoiou, clandestino, fu arrestato nel 2003 e restò in carcere fino al 2006; non ha potuto usufruire della sanatoria scaduta lo scorso 15 ottobre perché questa riguardava solo i clandestini con un lavoro, mentre lui risulta nullafacente.

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