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Inter e Lazio: Juve, attenta a noi due

La Juve vola, il Napoli cade, l’Inter e la Lazio sono le terze forze, il Milan piomba in zona retrocessione dopo 8 giornate di campionato (5 sconfitte, 2 vittorie, 1 pareggio, -15 dalla capolista, peggior partenza degli ultimi trent’anni).

Mentre non si hanno notizie dei fenomeni che, durante la sosta, hanno propalato scemenze

tipo Buffon si risparmia in Nazionale, Prandelli risparmia Pirlo eccetera eccetera, tiene banco il risultato utile consecutivo n.47 dei bianconeri.

Conte è già in fuga su Mazzarri che a Torino ha commesso l’imperdonabile errore di tenere in panchina Insigne e ha pagato il micidiale uno-due di Caceres e Pogba, 19 anni, uno di cui sentiremo parlare a lungo. La Juve è un impressionante collettivo del gol: 12 giocatori diversi sono andati a segno in 8 gare e 5 dei 12 hanno realizzato una rete partendo dalla panchina.

Se il Napoli si lecca le ferite, Inter e Lazio sono arrivate a un punto dai partenopei. Fra campionato ed Europa League, Stramaccioni ha inanellato la quinta vittoria di fila e ha letteralmente blindato la difesa che, dopo le 3 reti incassate a San Siro contro la Roma, è diventata imperforabile. E ora, accanto a un Cassano mai così in forma (5 gol in 8 gare), c’è Palacio. L’Inter di Stramaccioni conta 10 punti in più rispetto a un anno fa.

Anche la Lazio del capocannoniere Klose (6 centri, tanti quanti Cavani) è inarrestabile: Petkovic è un debuttante assoluto in A, ma è un signore che ha imparato molto e in fretta sul nostro calcio: 9 vittorie nelle prime 12 partite ufficiali della stagione, il rilancio ai massimi livelli di Hernanes, lo stato di grazia del Grande Tedesco, un gioco di qualità.

Ne ha fatto le spese il piccolo Milan, reso tale dalla campagna di smantellamento

ordinata in estate da Berlusconi, scandita da una montagna di panzane sull’incedibilità di Thiago Siva e Ibrahimovic, poi puntualmente venduti al Psg. Allegri ha commesso i suoi errori, è fuori discussione, ma, chiunque ci fosse al posto del livornese non potrebbe che arrabattarsi con un organico di così scarsa qualità.

Il 31 agosto scorso, Galliani dixit: «Con De Jong, Pazzini e Bojan questo è un Milan da scudetto». Si era dimenticato Acerbi, Traoré Constant, Niang, Cassano ceduto all’Inter: altro che mandare la squadra in ritiro punitivo sino a sabato. Se perde anche a Malaga, può darsi che Allegri salti. Ma, prima di lui, dovrebbe andarsene Galliani,

in attesa che finisca il silenzio assordante di Berlusconi. Il quale pensa a Van Basten per il 2013: sarebbe meglio se si concentrasse solo sul Milan 2012.

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