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Gravidanza, le visite da fare

Prevenire è sempre meglio che curare, soprattutto in gravidanza. Ecco quali sono le visite di controllo e gli esami consigliati durante le 40 settimane di gestazione, per ridurre i rischi per la futura mamma e il bambino.

Quante visite di controllo sono consigliate se la gravidanza non è a rischio?

La prima visita dovrebbe essere fatta tra la sesta e l’ottava settimana. Per il resto della gravidanza ci sono diverse scuole di pensiero.

Stefano Bianchi, professore associato di ginecologia-ostetricia dell’Università di Milano e primario all’Ospedale San Giuseppe di Milano, dice: «Consiglio di fare una seconda visita dopo la dodicesima settimana per rivalutare la donna alla fine del primo trimestre di gravidanza, una terza visita intorno a 22-26 settimane e poi mensilmente».

[i]Ogni mese è necessario ripetere alcuni esami del sangue: emocromo, transaminasi ed eventualmente unicemia e glicemia. Stessa cosa per l’esame delle urine.[/i]

«In assenza di rischi, tra la dodicesima settimana e la ventiduesima-ventiseiesima non è dunque necessario sottoporsi a visite ginecologiche», continua Bianchi, sottolineando che «questo non è un periodo senza osservazione perché qui si concentrano gli accertamenti di diagnosi prenatale. Si possono fare il duo-test, la villocentesi o l’amniocentesi e si deve fare l’ecografia morfologica».

Alla trentaduesima settimana bisogna invece programmare l’ecografia biometrica per valutare se il bambino è cresciuto bene. «In occasione di questa ecografia – osserva Bianchi – si può fare anche la flussimetria, come elemento di valutazione della adeguata vascolarizzazione, rifornimento di nutrimento e ossigeno da parte della placenta al feto. Questo valore se alterato, in alcuni suoi parametri, può indicare il rischio che il feto possa andare incontro a un iposviluppo nelle settimane successive».

Infine a 36 settimane è opportuno fare un tampone vaginale, per la ricerca dello streptococco beta-emolitico che, osserva Bianchi, «costituisce un elemento di rischio che richiede una adeguata profilassi al parto».

Sempre attorno alla 36 settimana chi lo desidera dovrebbe programmare un incontro con l’anestesista per disporre al momento del parto l’analgesia epidurale.

[i]Attorno a 36 settimane è opportuno fare un tampone vaginale.[/i]

Chi deve fare lo screening per il diabete gestazionale?

Nel periodo compreso tra 22 e 26 settimane può essere consigliato lo screening per il diabete gestazionale, con un esame che si chiama minicurva da carico di glucosio. Chi è obbligato a farlo? «C’è dibattito se debba essere fatto su tutte le donne oppure solo nei soggetti a rischio, per esempio sovrappeso oppure familiarità dibetica – conclude Bianchi – Se farlo o meno è una scelta del medico».

[i](Consulenza medica: Stefano Bianchi, professore associato di ginecologia-ostetricia dell’Università di Milano e primario all’Ospedale San Giuseppe di Milano)[/i]

Fonte: NostroFiglio.it

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