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Legge Stabilità, scuola nella bufera

La strada intrapresa dal Governo con la legge di Stabilità per portare da 18 a 24 ore l’orario settimanale d’insegnamento dei docenti di scuola secondaria, a costo zero e con il taglio conseguente di migliaia di posti di docenti precari, a partire già dal prossimo anno scolastico, sta causando proteste e manifestazioni in tutta Italia.

C’é da dire però che il segretario del Pd Pierluigi Bersani, ha detto oggi a chiare lettere che «le norme sulla scuola così sono invotabili». E il sottosegretario all’Istruzione, Marco Rossi Doria, ha sostenuto di aver fiducia sul fatto che «non ci saranno tagli all’organico degli insegnanti e che si possa lavorare di concerto con tutte le forze politiche in Parlamento per mantenere il bilancio della scuola come da [i]spending review[/i], senza tagliare posti di lavoro».

Stamane, intanto, centinaia di docenti hanno dati vita ad un [i]flash mob[/i] sulle scalinate del ministero dell’Istruzione, in viale Trastevere, a Roma. Senza simboli politici o di sindacati, i docenti si sono radunati con cartelli che hanno spiegato come le ore di lezione sono solo una parte del lavoro svolto. Non sono mancate le ‘carote di protesta’ a ricordare la manifestazione della scorsa settimana degli studenti. La protesta è continuata per circa mezz’ora senza alcuno [i]slogan[/i] politico né bandiere di sindacati.

L’iniziativa, hanno spiegato alcuni docenti, è stata convocata in maniera spontanea per «sensibilizzare tutti sulla difficoltà del nostro lavoro, che non è fatto solo di ore in classe, ma di tante attività che si devono svolgere a casa durante tutta la settimana, sabato e domenica compresi». «Una protesta contro chi vuole distruggere la scuola pubblica – hanno spiegato gli organizzatori del [i]flash mob[/i] – che abbiamo convocato con un semplice giro di sms. Una protesta nata dalla base, perché non ci sentiamo rappresentati dai sindacati».

I docenti che oggi hanno dato vita all’iniziativa, si sono dati un nuovo appuntamento per domenica prossima, alle ore 11, sempre sulle scalinate del ministero. Non solo: si rivedranno anche venerdì prossimo per una assemblea cittadina.

«Il nostro gesto di oggi è stato uno scatto di dignità – spiega Alessandro Natalini, professore di lettere in una scuola media a Centocelle, alla periferia di Roma – e ci siamo dati un nuovo appuntamento per domenica prossima alla luce del successo ottenuto, che è stato al di là delle aspettative. Quella dell’aumento delle ore, prevista dalla Legge di Stabilità, è stata solo l’ultima ciliegina sulla torta indigeribile che da anni viene cucinata agli insegnanti».

Per protestare contro il degrado nelle scuole, il finanziamento delle scuole private e per chiedere al governo e alla politica di ascoltare la propria voce, anche gli studenti hanno annunciato una mobilitazione nelle scuole il 24, 25 e 26 ottobre.

Oggi a favore degli insegnanti è intervenuto Bersani. «Voglio dirlo con chiarezza – ha affermato – noi non saremo in grado di votare così come sono le norme sulla scuola, sono norme al di fuori di ogni contesto di riflessione sull’organizzazione scolastica e finirebbero per dare un colpo ulteriore alla qualità dell’offerta formativa». Insomma, nel rispetto dei saldi il Pd chiede al Governo di rendersi disponibile «a modifiche significative».

720 MILIONI DI TAGLI E 6 ORE IN PIU’ PER I PROF – Ammontano ad oltre 700 milioni di euro i «risparmi prudenziali» che potrebbero arrivare per le casse dello Stato e per nuovi investimenti nella scuola dall’aumento di 6 ore dell’orario di lavoro dei professori delle medie e delle superiori. Lo stipendio, secondo quanto prevede il disegno di Legge di stabilità, rimane lo stesso, ma aumenta il numero «ufficiale» di ferie. E’ quanto si evince dalla relazione tecnica allegata al testo del ddl e predisposta dal ministero dell’Economia, che esamina le riduzioni di spesa e che fa le ‘pulci’ all’attuale situazione delle ferie effettive dei docenti, non solo di quelle estive, ma anche di quelle di Natale e Pasqua.

La relazione, per quanto riguarda la proposta di riduzione delle spese non rimodulabili relative al ministero dell’Istruzione, indica una tabella che parla di un importo di 240 milioni di euro nel 2013 e di 721 milioni a partire dal 2014. Secondo la relazione, comunque, l’aumento delle 6 ore corrisponderebbe alla forte riduzione dei cosiddetti spezzoni di orario: gli organici di diritto della scuola, infatti, sono 132 mila per le medie e 188 mila per le superiori, insegnanti di sostegno esclusi. A queste cattedre, però, si aggiungono degli «spezzoni di orario» che esulano dagli orari a 18 ore: oltre 7 mila per le medie e oltre 13 mila per le superiori. Con la copertura «gratuita» delle 6 ore, la riduzione delle spese sarebbe, secondo i ‘tecnici’, di almeno 120 milioni di euro l’anno per l’eliminazione degli «spezzoni orari coperti con ore eccedenti strutturali»: si tratta delle ore coperte dai docenti già in servizio a tempo indeterminato che fanno più delle loro 18 ore e che però proprio per questo vengono pagati in più. Secondo i dati della Banca d’Italia questi spezzoni sono costati nell’anno scolastico 2011/2012 oltre 129 milioni di euro.

La seconda tranche di riduzione riguarda gli spezzoni orari coperti con «supplenze sino al termine delle attività didattiche». Con l’aumento delle ore, le riduzioni di “spezzoni” arriverebbero a 3.404 per le medie, e 5.865 per per la secondaria superiore. Ad uno stipendio medio lordo di 28 mila euro l’anno per supplente la «riduzione del fabbisogno» calcolata dalla relazione è di oltre 265 milioni di euro al 2014 (97,5 mln alle medie, 168 alle superiori).

Infine la riduzione dell’organico degli insegnanti di sostegno che da 90,5 mila scenderebbero di 11,4 mila unità: a partire dal 2004 il risparmio sarebbe di 328 milioni. Che sommati ai 120 mln dello sforamento delle cattedre e ai 265 mln delle supplenze eliminate arrivano ad un totale di oltre 715 milioni di euro.

La relazione tecnica, infine, esamine il “monte” ferie di fatto dei docenti, che oscilla dai 13 ai 16 giorni per le vacanze di Natale e Pasqua e dai 78 agli 87 per il periodo estivo. Considerato, scrive sempre la relazione tecnica, che l’attuale normativa prevede per i docenti 47 giorni di ferie, si «ricava che i giorni di sospensione delle lezioni durante il periodo estivo nei quali i docenti dovranno assicurare la presenza, perché non copribili per incapienza di ferie» oscillano da 44 a 53. «Si tratta – sottolinea la relazione – di un numero sufficiente ad assicurare lo svolgimenti degli scrutini, degli esami di Stato, di ogni attività valutativa e anche delle attività preparatorie all’inizio dell’anno scolastico».

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