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Teatro Stabile, Ezio Rainaldi è il nuovo presidente

Ezio Rainaldi è il nuovo presidente del Teatro Stabile d’Abruzzo. L’ufficializzazione è avvenuta durante una conferenza stampa a cui ha preso parte il presidente [i]pro tempore[/i] e assessore regionale alla Cultura Luigi De Fanis.

Rainaldi è stato per anni presidente della compagnia teatrale aquilana “L’Uovo-Teatro stabile d’innovazione”.

«Alla nuova dirigenza consegno un ente sano, con un bilancio in pareggio e con grandi opportunità artistiche» ha dichiarato De Fanis.

Resta ancora aperta la questione del direttore artistico. Al posto dell’attuale Alessandro Preziosi potrebbe tornare Federico Fiorenza, che ha già ricoperto questo ruolo in passato.

PEZZOPANE: ‘IL COMUNE NON E’ STATO INFORMATO’ – «Apprendo da notizie di stampa delle dimissioni dell’assessore regionale De Fanis da presidente del teatro stabile d’Abruzzo e della nomina di Ezio Rainaldi alla presidenza dell’ente. Nonostante il Comune dell’Aquila, infatti, sia socio del Tsa, non siamo stati minimamente informati né è stata coinvolta, come sempre è da sempre nella prassi, l’assemblea dei soci. Non ce ne stupiamo, peraltro, dal momento che, ormai, dalla Regione Abruzzo ci aspettiamo questo e altro in termini di sgarbi istituzionali e non solo». A sottolinearlo, attraverso una nota, è l’assessore comunale Stefania Pezzopane.

«Facciamo comunque i nostri migliori auguri al nuovo presidente – aggiunge l’assessore – rallegrandoci per il ritorno di un aquilano ai vertici del Tsa. Ci lasciano piuttosto perplessi, invece, le polemiche circa ulteriori e fantasiosi giri di valzer sulle poltrone. Vorremmo ricordare, infatti, che, mentre i rampanti di turno sbraitano per una nomina, i finanziamenti per le attività dell’ente sono stati oggetto, come del resto tutto il comparto culturale in regione, di tagli pesantissimi a partire dal 2009. Tagli tanto più penalizzanti per chi opera in un territorio devastato dal sisma e nelle condizioni di doversi misurare, ogni giorno, con difficoltà enormi, a cominciare dalla mancanza di una sede. Insomma, se continuiamo su questa strada avremo un’istituzione con i vertici ma senza fondi per le attività. Ci auguriamo dunque che, in luogo di tristissime guerre di successione, la regione si impegni a trovare risorse e a tutelare la sopravvivenza di un ente che ha scritto la storia del teatro in questo Paese per quello che ha prodotto e non per le nomine che ha espresso».

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