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Sanatoria lavoratori, a L’Aquila boom di richieste

Sono 1.427, in Abruzzo, le domande presentate al ministero dell’Interno nell’ambito della procedura di emersione del rapporto di lavoro irregolare a favore di lavoratori stranieri, che, iniziata lo scorso 15 settembre, si é chiusa definitivamente a mezzanotte di ieri.

La provincia abruzzese da cui è partito il maggior numero di domande è quella dell’Aquila, con 551 richieste, seguita da Teramo (365), Pescara (340) e Chieti (171).

A livello nazionale, le domande sono state 134.576: prime in classifica per numero di richieste sono Milano (19.055), Roma (13.815) e Napoli (11.111), mentre in ultima posizione c’é Enna (22). Un po’ ovunque, il picco nell’invio delle dichiarazioni è stato raggiunto negli ultimi giorni.

Da oggi, per i datori di lavoro che impiegano stranieri in condizioni di irregolarità, scattano pesanti sanzioni: da una multa di 5.000 euro per ogni lavoratore impiegato alla reclusione da sei mesi a tre anni, fino ai 7.500 euro di multa e ai quattro anni e mezzo di reclusione previsti nei casi di sfruttamento.

Commentando il numero definitivo di richieste, Alessandra Genco della segreteria della Cgil Abruzzo torna a criticare la procedura e si sofferma su elementi quali «l’unilateralità della domanda di emersione in capo al datore di lavoro, il costo troppo elevato, la mancata previsione di un permesso per ricerca lavoro qualora la domanda di regolarizzazione venisse respinta per motivi non dipendenti dalla volontà del lavoratore e la ‘curiosa’ archiviazione dell’istanza nel caso il lavoratore non si sia presentato all’appuntamento per la stipula del Contratto di Soggiorno, mentre per il datore di lavoro il non presentarsi non ha comportato alcuna sanzione».

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