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I lavoratori agricoli rivendicano il contratto di lavoro

L’Assemblea Nazionale dei Quadri e Delegati del settore agricolo Fai Flai e Uila, riunitasi a Roma lo scorso 12 settembre ha puntato il dito con chiarezza contro le responsabilità delle Organizzazioni Professionali Agricole per il mancato rinnovo dei Contratti Provinciali, denunciando che in assenza di contrattazione di secondo livello si pregiudicano gli impegni e gli Avvisi Comuni sottoscritti a livello nazionale si finisce col penalizzare oltre misura un comparto per sua natura tra i più deboli dell’intero sistema produttivo.

Per queste ragioni si è deciso di proclamare una prima giornata di mobilitazione con sciopero di 8 ore per il 18 ottobre. Si terrà una manifestazione interregionale per il centro Italia a Roma dove parteciperanno le Segreterie Nazionali di FAI-FLAI-UILA, concluderà il Segretario Generale Fai Cisl Augusto Cianfoni.

I contratti provinciali scaduti da nove mesi – si legge in una nota – e non ancora rinnovati sono a tutt’oggi ben 95 ed in Abruzzo, dove i lavoratori agricoli sono migliaia e tra questi molti sono avventizi, il dato è ancor più allarmante poiché nessun tavolo di trattativa è stato sinora aperto nelle quattro province. Il danno arrecato ai lavoratori è enorme se consideriamo che le piattaforme presentate dal sindacato alle controparti contengono, tra l’altro, delle proposte ambiziose ma sostenibili per un avanzamento della cultura bilaterale e partecipativa, questioni necessarie per un riordino delle Cassa Extra Legem Prov.li affinchè siano erogate di più e meglio le loro attività.

«L’atteggiamento di chiusura da parte di Confagricoltura, Coldiretti e Cia sta impedendo a ben 70 mila lavoratori fissi e ad oltre 900 mila stagionali, in tutta Italia, di avere le sacrosante tutele sia da un punto di vista della salvaguardia del potere d’acquisto dei salari sia per quanto concerne il miglioramento delle parti normative che regolano il rapporto di lavoro agricolo».

«Senza contratti provinciali, in definitiva, non c’è adeguamento dei salari, si impedisce di regolare la produttività e si rinuncia ad un virtuoso sviluppo della bilateralità con conseguenze negative incalcolabili per i lavoratori dipendenti ma anche per le imprese del settore».

A livello nazionale ed in Abruzzo sono stati tanti gli impegni condivisi dalle parti che non si stanno traducendo in atti concreti per via del miope rifiuto del negoziato da parte di Coldiretti, Cia e Confagricoltura.

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