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Assemblea cittadina: appello per il popolo delle carriole

«Il 23 ottobre prossimo, al Tribunale dell’Aquila, sarà celebrato il processo penale a carico di cinque aquilani ‘colpevoli’ di essere entrati il 28 marzo 2010 nella centralissima zona rossa della piazza Nove Martiri per aver rimosso le macerie insieme a circa duecento (cento per la polizia) partecipanti». A ricordarlo, attraverso una nota, è l’Assemblea cittadina dell’Aquila.

«In mattinata – prosegue la nota – ad opera della Digos, era stato effettuato nei pressi della Villa Comunale, il ‘sequestro delle carriole‘ che ha fatto ridere l’Italia e il mondo intero, anche per la burocratica descrizione del ‘corpo del reato’ riportato nel verbale: ‘Oggetto: Verbale di sequestro di una carriola, in pessimo stato di conservazione, con contenitore in ferro di colore blu, con legatura in ferro sotto il contenitore, e cerchio ruota di colore viola, e di due pale con manico in legno a carico di…’».

«Ognuno dei presunti ‘cinque delinquenti’ – si legge ancora nella nota – è stato imputato, così come è scritto nel decreto di citazione diretta della Procura delle Repubblica: ‘Ciascuno per il reato p.p. dell’art. 650 c.p. e 18 del R.D. 18 giugno 1931 n. 773 poiché, senza darne preavviso al Questore, si faceva promotore della riunione tenutasi in piazza Duomo, luogo pubblico, ed avente lo scopo di porre in atto una raccolta dimostrativa con delle carriole delle macerie presenti all’interno della c.d. “zona rossa”, area interdetta al pubblico per effetto di ordinanza sindacale (emessa dal Sindaco, n.d.a.), facendovi ingresso unitamente a circa cento persone partecipanti alla manifestazione, attraverso la rimozione dei presidi posti per lo sbarramento dell’accesso e raggiungendo la piazza IX Martiri, inclusa nella suddetta zona rossa, e così non osservando il suddetto provvedimento legalmente dato per ragioni di tutela della sicurezza pubblica e dell’igiene. In L’Aquila il 28 marzo 2010’».

«Questo, purtroppo – evidenzia l’assemblea cittadina – è il primo di ulteriori processi che saranno tenuti nei prossimi mesi, sempre a L’Aquila, per analoghi ‘presunti reati’ (riunioni non autorizzate, acceso alla zona rossa, rimozione macerie). In essi saranno coinvolti decine e decine di cittadini aquilani, la cui unica colpa è stata quella di aver partecipato spontaneamente, senza alcuna precostituita organizzazione e per esclusivo amore per la propria città che, ancora oggi, versa nell’abbandono e, faticosamente, arranca tra le pastoie di una ricostruzione sempre più difficile e lontana. Poiché i suddetti rinvii a giudizio costituiscono un’eclatante ingiustizia per gli imputanti e un’offesa civica ed etica per le migliaia di aquilani che hanno preso carriole, badili e attrezzi vari per rimuovere le macerie scientemente occultate nella Zona rossa, l’assemblea cittadina lancia questo Sos per i processi penali a carico di cittadini aquilani che hanno rimosso le macerie nel centro storico, chiedendo, oltre alla presenza dei cittadini aquilani nei giorni dei processi a titolo di solidarietà, una chiara presa di posizione dell’amministrazione comunale che, con un apposito ordine del giorno, dovrebbe farsi carico, non solo a titolo simbolico, di analoga solidarietà, nonché di tutte le altre spese giudiziali (avvocati difensori compresi) a cui andranno incontro gli imputati».

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