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Atalanta: Ivan Ruggeri, 68 anni, da cinque in lotta per la vita

Ivan Ruggeri ha compiuto 68 anni. Da quasi cinque lotta per la vita, sostenuto dalla moglie Daniela, dai figli Francesca e Alessandra, con un amore e una dedizione capaci di toccare il cuore. Una famiglia straordinariamente coraggiosa che non l’ha mai lasciato solo, che gli è accanto più che mai da quel maledetto 16 gennaio 2008, quando l’allora presidente dell’Atalanta fu colpito da un’emorragia cerebrale proprio a Zingonia, la casa della società bergamasca ed ebbe la forza di raggiungere l’ospedale prima di piombare nel coma vegetativo.

Da quel momento, nove mesi in ospedale, un pellegrinaggio senza sosta fra centri specializzati, consulti in Italia e all’estero, cure costanti per alimentare la speranza. Passa, il tempo, ma non la cancella, anche se grandi devono essere la fede e la forza dei Ruggeri per sopportare questo dramma che scortica l’anima.

Ivan è un uomo coraggioso. Lo è sempre stato. Coraggio e lavoro, lavoro e coraggio hanno scandito la sua vita. Cominciò giovanissimo nella piccola azienda familiare, prima tappa per diventare un imprenditore di successo nel settore della plastica e un grande dirigente sportivo nella pallavolo e nel calcio, dopo essere stato un promettente ciclista.

L’Atalanta è sempre stata nel suo destino: è stato prima azionista, poi vicepresidente al tempo dei Bortolotti, poi presidente, nel ’94, quando Ruggeri ha preso il posto di Percassi, divenendo il numero uno del club bergamasco che il 17 ottobre compie 105 anni.

E quando l’ictus l’ha colpito, è toccato ad Alessandro, all’epoca ventunenne, prendere il posto del padre, diventando il più giovane presidente del calcio professionistico italiano.

E quando Alessandro, nel 2010 ha passato la mano, dopo l’amarezza della retrocessione in B, ha trovato proprio in Antonio Percassi l’uomo giusto per gettare le basi della rinascita della società, modello esemplare di gestione sportiva ed economica.

In una toccante intervista rilasciata tempo fa a Giulio Mola per il Qs Quotidiano Sportivo, Alessandro Ruggeri ha confidato: «Il dolore è grande, ma non si può spegnere la luce e andare avanti al buio». No, non si può spegnere la luce. Buon compleanno, Ivan. Siamo sempre con te.

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