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Barca: ‘Per L’Aquila fondi più che sufficienti’

Lo stato delle risorse per la ricostruzione a L’Aquila «ammonta a 2 miliardi e mezzo di euro e che erano già stati previsti dal precedente governo: di questi 250 milioni sono disponibili da 48 ore per la ricostruzione di edifici privati. A questi si aggiungono 447 milioni già impegnati che saranno subito sbloccati. Poi ci sono fondi Inail che ammontano complessivamente a quasi 900 milioni di euro. In tutto si tratta di 3 mld e 400 milioni di euro ‘freschi’ per ricostruzione». Lo ha detto il ministro Fabrizio Barca.

«Le risorse sono più che sufficienti, sono abbondanti», ha spiegato il ministro per la Coesione Territoriale, nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Chigi con il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente.

Barca ha aggiunto che nel disegno di legge di Stabilità vi sarà un’attenzione aggiuntiva per l’Aquila. «I fondi ci sono ma il processo si è seduto», ha ammesso Barca, rispondendo ad una domanda.

MANCURTI PER GESTIONE STRALCIO, IN UFFICI RICOSTRUZIONE ESPOSITO E AIELLI – Sono stati appena firmati e inviati alla Corte dei Conti due Dpcm che riguardano la ricostruzione all’Aquila: uno si occupa dei contratti, il secondo nomina il soggetto titolare per la gestione stralcio.

«Il primo Dpcm – ha chiarito il ministro per la Coesione territoriale Fabrizio Barca – consente di dare chiarezza a tutti i rapporti derivanti dai contratti stipulati dalle strutture commissariali e quindi getta le basi per la liquidazione di tutte le posizioni pendenti. Inoltre assicura i servizi di mobilità per gli universitari per il 2012 e il 2013. Lo stesso provvedimento garantisce la prosecuzione delle attività di ripristino degli edifici scolastici, consente gli ulteriori trasferimenti per il ripristino delle aree di accoglienza e la continuità della gestione della raccolta delle macerie».

Il secondo Dpcm nomina il soggetto titolare della gestione stralcio: si tratta di Aldo Mancurti, capo dipartimento per lo sviluppo dell’Economie territoriali. Avrà un compito di transizione fino al 31 dicembre. «Questo consentirà di trasferire tutte le risorse ai soggetti attuatori», ha concluso il ministro Barca.

Sono stati inoltre nominati i due coordinatori degli Uffici speciali per la ricostruzione: si tratta di Paolo Esposito e Paolo Aielli.

La nomina, alla luce delle intese tra il ministro per la Coesione territoriale e, rispettivamente, il sindaco del Comune de L’Aquila e i sindaci dei 56 Comuni del cratere, è il frutto di un lavoro di selezione condotto gratuitamente dalla società Amrop, che opera in Italia dal 1974, esaminando sia le proposte ricevute tramite la presidenza del Consiglio, sia quelle raccolte direttamente sul mercato.

Paolo Aielli è nato a Roma nel 1959 e si è laureato in scienze statistiche all’università di Roma “La Sapienza”. Ha lavorato presso la Gepi di Roma svolgendo alcune esperienze anche in Abruzzo; ha ricoperto incarichi manageriali presso il gruppo Iri, la Spi (Roma e Milano), l’Alcatel Italia/Gruppo Thales (Roma/Milano/Firenze/Parigi). Dal 2010 a luglio 2012 ha lavorato nel gruppo Finmeccanica come amministratore delegato dell’Elsag Datamat, Selex Communications e Selex Elsag.

Paolo Esposito è nato a Chieti nel 1966 e si è laureato in scienze politiche all’ università “La Sapienza”. Ha iniziato la sua attività lavorativa come analista organizzativo presso “Echo consulenti di direzione”, ha poi svolto attività presso l’Adr Aeroporti di Roma, Crown Cork Europe Aprilia e Denso Manufacturing Italia, dove sarà direttore del personale e organizzazione. Con la stessa mansione ha lavorato presso Air One Roma. Da aprile 2004 a marzo 2011 ha svolto il ruolo di direttore del personale della Sanofi Aventis Scoppito, un’azienda farmaceutica francese leader nel settore, con una presenza molto significativa a L’Aquila. A seguito del terremoto de L’Aquila del 6 aprile 2009, in qualità di “People Care” manager, ha coordinato una serie di attività di assistenza. Dall’ aprile del 2011 è direttore del personale de “Il Messaggero”.

LE REAZIONI

CIALENTE, STALLO COMPLETO NON UN CANTIERE APERTO -«I due Dpcm sono decisivi: veniamo da 4 mesi di stallo completo. Il commissario Chiodi era entrato in uno ‘sciopero bianco’, che ha portato ad un blocco della situazione. Lo scorso anno all’Aquila non c’é stata una gru, non un cantiere aperto, tanto che tutte le imprese edili hanno messo gli operai in cassa integrazione. Dobbiamo recuperare il tempo perduto e partire con rapidità: c’é un allarme sociale e si sta creando clima di profonda sfiducia». L’allarme è arrivato dal sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente.

«Dobbiamo dare la possibilità ai soggetti attuatori e ai comuni di poter partire subito. O ciò avviene nel giro di pochi giorni, oppure la situazione aquilana potrà diventare molto complicata. Ma di questo il governo ha netta consapevolezza», ha proseguito il sindaco dell’Aquila Cialente. «La seconda metà di ottobre – ha detto – sarà il tempo della partenza. Sono soddisfatto e faccio un grande in bocca al lupo al dotter Aielli, abbiamo bisogno di un manager che organizza questa delicatissima macchina che sarà l’Ufficio speciale che dovrà lavorare con gli enti locali». Il sindaco ha parlato, per l’Aquila, di «una situazione kafkiana: tra i soldi della Cassa Depositi e Prestiti finiti sulla carta (ma oltre 630 milioni ci sono e sono fermi nelle banche) ed altri 450 mln fermi presso l’ex commissario Chiodi. Quello odierno è un passaggio nevralgico, una chiave di volta, non possiamo più sbagliare».

BIONDI CONTESTA NOMINA UFFICIO SPECIALE CRATERE – «Con la nomina del direttore dell’ufficio speciale del cratere, il governo, con la complicità di alcuni primi cittadini, ha tradito lo spirito di partecipazione e collaborazione con il territorio colpito dal sisma». Lo afferma il sindaco di Villa Sant’Angelo (L’Aquila), Pierluigi Biondi.

«Nell’assemblea turbolenta dei sindaci del 25 settembre scorso, all’unanimità dei presenti, fu deciso che le scelte fondamentali per il riassetto della [i]governance [/i]alla luce del passaggio alla gestione ordinaria, e quella attuale lo è, sarebbero passate per l’approvazione dell’assemblea stessa – aggiunge Biondi – quello spirito è stato tradito, grazie anche e soprattutto ai nostri rappresentanti di area omogenea».

«Convocati dal ministro, sei sindaci, in un’ora, hanno dato l’ok alla designazione senza neanche conoscere il nome del fortunato che prenderà 200 mila euro l’anno per decidere del nostro futuro – prosegue Biondi – Le modalità operative del governo non fanno una grinza e sono perfettamente in linea con la strategia della ‘guerra lampo’ già attuata per la legge Barca: il cui testo è stato reso noto quando i giochi erano già fatti – sottolinea – Questo è assolutamente legittimo, incomprensibili, invece, sono i sindaci che si adeguano perchè ‘al ministro non si può dire di no’». «Intanto finiscono i soldi per la ricostruzione, manca la liquidità per pagare ditte e fornitori, si sguarniscono gli uffici di personale tecnico, si bloccano le attività di ricostruzione pubblica, cose non dette solo da me, ma dal coordinatore dei sindaci, Emilio Nusca, con una lettera alla stampa – spiega Biondi – lo stesso che all’Aquila dice una cosa e a palazzo Chigi ne fa un’altra. Se a loro va bene sono contento, vivono molto più serenamente di me».

«Infatti, da quanto mi riferiscono – afferma ancora – nell’incontro di ieri Barca avrebbe chiesto un’adesione incondizionata alle sue scelte chiedendo ‘vi fidate di me?’, io ribalto la domanda: lui si fida di noi sindaci? Da come procede per strappi e imposizioni, seppure inzuccherate, e ripeto, grazie ai ‘basisti’ in fascia tricolore, direi di no».

«La ricostruzione deve essere cosa ‘romana’, questo ormai è evidente, molti, forse la maggioranza dei miei colleghi, sono d’accordo. Io no – conclude – e non ho timore di essere voce pressochè isolata: almeno avrò la inutile soddisfazione di poter dire ai miei cittadini ‘io ci ho provato’».

APPELLO PER L’AQUILA, TRASPARENZA ED OBIETTIVI – «Il decreto sviluppo sancisce il superamento dell’emergenza attraverso una serie di misure tecnico organizzative. Una di queste prevede l’istituzione di due “uffici speciali per la ricostruzione”, uno per L’Aquila e l’altro per i Comuni del cratere. Su questo tema vorremmo affrontare due punti, la nomina dei supermanager ed i meccanismi di gestione degli stessi. Le nomina dei supermanager – Nelle ultime ore la situazione ha avuto una veloce evoluzione. Si è passati dal totonomi alle prime indiscrezioni concrete, e da queste all’annuncio di oggi, dato in conferenza stampa a Palazzo Chigi alla presenza del Ministro Barca. Non intendiamo qui soffermarci sui nomi dei prescelti quanto, come nostra abitudine, sulla questione di metodo.  Anche su questa vicenda vogliamo che sia aperta una reale fase di trasparenza rendendo espliciti quali siano stati i criteri di selezione, deplorando come per l’ennesima volta la tanto invocata partecipazione si concretizzi nel poter solo prendere atto di scelte prese altrove. I prossimi passi, sui quali invitiamo la cittadinanza a vigilare con noi, riguardano la formazione dell’organico dei due uffici nei quali saranno inseriti dei dipendenti, anche se non è chiarissimo se questi ultimi saranno tutti selezionati tramite il noto concorsone. Su quest’ultimo punto gli organi di stampa forniscono interpretazioni alternative. Vorremmo che non ci fossero incertezze circa la competenza dei nominati con procedure diverse dal concorso. Si potrebbe semplicemente attuare la tanto citata trasparenza, in modo che tutti possano giudicare i meriti che hanno portato alla nomina dell’uno piuttosto che dell’altro. Il timore, magari fuori luogo, è che le varie nomine siano effettuate pescando nel “sottobosco” della politica che non sempre esprime criteri realmente meritocratici.  Vogliamo dei manager il cui obiettivo principale sia la ricostruzione della Città e del cratere, senza timori reverenziali e senza vincoli di gratitudine nei confronti di qualcuno. Abbiamo assistito abbastanza inermi ad una mascolina prova di forza tra in Sindaco ed il Commissario circa l’utilità del piano ricostruzione. Siamo convinti che tale prova di forza non abbia giovato alla città. Vogliamo manager capaci di fare il loro lavoro. Gestione dei supermanager  – Il decreto  indirizza il compenso dei manager in circa 200mila euro. Sul costo dei due uffici non si hanno dati certi, ma ci aspettiamo che il costo della struttura, nel suo complesso, superi il milione di euro ogni anno. Un “ruscello” di soldi pubblici. Anche qui, una “bella” operazione trasparenza sui costi delle strutture aumenterebbe solo la coscienza della realtà. Il tema principale resta la retribuzione dei manager e proponiamo che parte di tale retribuzione sia legata al raggiungimento di obiettivi  fissati in precedenza, concreti, compatibili e soprattutto misurabili con una chiara scansione temporale. Proponiamo che la consuntivazione dei risultati sia resa pubblica e verificabile dai cittadini. La gestione dei manager tramite obiettivi è largamente diffusa ovunque (MBO- Management by objectives) e rappresenta lo strumento che lega lo stipendio del manager all’effettiva capacità di raggiungere determinati risultati. Obiettivi inerenti un processo di ricostruzione potrebbero essere legati ai tempi di evasione delle pratiche oppure quante pratiche riesco ad evadere in un determinato periodo, quanto tempo impiego a mettere a  regime una nuova struttura, e così via. Chiaramente bisogna definire obiettivi che producano ricadute dirette sul processo di ricostruzione.  Proponiamo che i contratti dei nuovi manager prevedano questo tipo di gestione. D’altronde, parliamo di stipendi che, in periodo di crisi, rappresentano dei veri “terni al lotto” per i nominati. Vogliamo che le retribuzioni siano legate alla capacità dei manager di saper gestire l’articolato processo di ricostruzione. Dovremmo fissare una soglia al di sotto della quale sia prevista anche la revoca dell’incarico. E’ ora che i cittadini possano valutare direttamente le capacità di chi è praticamente ricoperto d’oro con denari pubblici, è ora che le capacità siano dimostrate e non solamente auspicate».

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