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Menarini licenzia a L’Aquila. ‘Respingere l’accordo’

«La Menarini ha annunciato il licenziamento di mille persone in Italia, tra le quali anche persone impiegate negli stabilimenti dell’Aquila. Noi di Rifondazione Comunista vogliamo sottolineare che i livelli occupazionali devono essere salvaguardati e che la proposta è da respingere in quanto è stato firmato dalla Menarini dell’Aquila un accordo che aumenta la capacità produttiva».Così il consigliere comunale Prc, Enrico Perilli.

«Tutto ciò in virtù anche dell’emendamento del ministro della coesione territoriale Fabrizio Barca, che stabilisce che il 5 per cento delle somme della Ricostruzione siano finalizzate al rilancio delle attività produttive ed in presenza anche, della legge 77 del 2009, che prevede la realizzazione di accordi di programma, destinati al chimico-farmaceutico, per garantire la solidità, la qualità dell’occupazione e le agevolazioni per lo sviluppo economico e sociale.

Siamo dunque concordi con la battaglia che sta portando avanti la Cgil L’Aquila e, chiediamo al sindaco Cialente e ai parlamentari, che la salvaguardia dei lavoratori della Menarini diventi una priorità dell’agenda politica».

CIALENTE CONVOCA RIUNIONE – Martedì 23 ottobre si svolgerà, nella sede comunale di Villa Gioia, una riunione tra i rappresentanti dell’azienda farmaceutica Menarini e i rappresentanti sindacali dei lavoratori.

La riunione è stata convocata dal sindaco Massimo Cialente alla luce delle «preoccupanti notizie dei mille esuberi denunziati dall’azienda, in conseguenza del drammatico calo delle vendite da ricollegare alle nuove modalità di prescrizione farmacologica da parte di medici».

La preoccupazione è legata «all’importante presenza nella nostra città della Menarini, uno dei tre stabilimenti del polo chimico-farmaceutico. In questa riunione si dicuterà di tutti i possibili rischi ai quali potrebbe essere esposta l’occupazione aquilana e degli eventuali provvedimenti da assumere».

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