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Caccia: Tar conferma sospensione parziale

Il Tar dell’Aquila ha confermato il provvedimento dello scorso 9 settembre con cui aveva sospeso buona parte del calendario venatorio abruzzese.

«Le decisioni della Magistratura vanno rispettate e per questo ci atterremmo a quanto stabilito dal Tar. Restiamo comunque convinti della bontà del nostro operato e anche per questo impugneremo l’Ordinanza sospensiva dinanzi al Consiglio di Stato». Ha commentato l’assessore regionale al settore Mauro Febbo.

Il calendario 2012/2013 era stato approvato con delibera della Giunta regionale il 30 luglio scorso. A settembre, con decreto “inaudita altera parte”, il tribunale amministrativo aveva accolto la richiesta di Wwf ed Animalisti Italiani. Permangono momentaneamente il divieto di caccia nei siti Natura 2000 (Sic e Zps) e nelle aree di presenza dell’Orso individuate dal Patom e il divieto di prelievo venatorio per le specie Spec, con l’aggiunta dell’obbligo di adeguamento alle indicazioni Ispra per quanto riguarda l’utilizzo di munizioni atossiche per la caccia agli ungulati. «Mi preme precisare – aggiunge l’assessore regionale – che tale decisione non comporta assolutamente la chiusura della caccia».

Positivi i commenti di Wwf e Animalisti Italiani alla decisione del Tar sulla caccia in Abruzzo. Dagli animalisti la conferma di quanto annunciato a settembre: «Ora adiremo la procura regionale della Corte dei Conti affinché chi sbaglia cominci a pagare».

«Oggi – dice il vice presidente del Wwf Italia, Dante Caserta – è un gran bel giorno per la fauna abruzzese. Vengono accolte dalla magistratura amministrativa le nostre tesi. E’ l’ennesima sconfitta sulla caccia inanellata dalla Regione Abruzzo che su questa materia rimedia continue brutte figure».

«Il Calendario Venatorio 2012/2013 è così lesivo del Patrimonio Faunistico – commenta dal canto suo Marialucia Santarelli, delegata Abruzzo Associazione “Animalisti Italiani” – che questa Ordinanza non solo ha confermato tutte le motivazioni che hanno portato alla sospensiva di settembre rispetto alle numerose disattenzioni delle indicazioni dell’Ispra ma addirittura riconosce altre istanze sollevate dall’Associazione “Animalisti Italiani Onlus” e dal WWF in merito all’utilizzo di munizioni atossiche per la caccia agli ungulati. Una vittoria – conclude – che si aggiunge alle numerose altre».

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