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‘Segnali positivi per regioni in transizione’

«Un incontro positivo che ha evidenziato la volontà della commissione europea di proseguire sulla strada che riconosce un canale di programmazione specifico per le regioni in transizione». E’ un Gianni Chiodi soddisfatto quello che esce dalla riunione con il Commissario Ue per gli Affari regionali Johannes Hahn che si è conclusa nella tarda serata di ieri a Bruxelles.

«Oggi – prosegue il presidente della Regione – abbiamo posto un tassello importante nella battaglia che insieme con altre due regioni italiane stiamo portando avanti per il riconoscimento dello status di Regioni in transizione. Dobbiamo però ancora una volta registrare la netta opposizione del Governo italiano. E non ne capiamo il motivo e per questo lo riteniamo un errore strategico rilevante. La nostra posizione di Regioni in transizione non penalizza affatto le altre Regioni italiane che potranno accedere alla programmazione europea 2014-2020 ed è per questo che non capiamo la posizione del Governo italiano che rischia di arrecare un danno rilevante alla nostra regione».

Nella riunione con il commissario Hahn è emersa anche la posizione dei singoli Stati, ma il commissario è sembrato deciso a percorrere la strada che riconosce nella programmazione 2014-2020 una fascia di regioni in transizione, che toccherebbe gli interessi di circa 72 milioni di cittadini europei.

«Un numero rilevante – ha aggiunto Chiodi – e non un [i]club d’elite[/i] di piccole regioni che andrebbero a gestire fondi europei. Del resto è chiaro che il Governo italiano non riesce a capire quello che invece, mirabilmente, ha capito la Commissione europea: ci sono delle regioni che si trovano in una particolare condizione economica e di sviluppo, né troppo bassa né troppo alta, che hanno bisogno di una programmazione specifica. Quello che voglio dire al Governo è che se da una parte l’Abruzzo non è considerato al pari della Calabria allo stesso modo non può essere considerato al pari della Lombardia ed è questa situazione di mezzo che un Governo lungimirante dovrebbe tutelare».

I segnali positivi della giornata di Bruxelles sono arrivati anche dai capigruppo del Partito socialdemocratico europeo e dal Partito popolare europeo, le due formazioni politiche con la percentuale più alta di rappresentatività. «Abbiamo avuto conforto anche da questi gruppi politici – conferma Chiodi – e l’incontro è servito per illustrare realtà politiche che stanno uscendo da una fase difficile ma che necessitano di politiche specifiche di sostegno».

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