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‘Ora basta! I politici ci ascoltino’

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di Marcello Spimpolo

Sono arrabbiati i ragazzi del Liceo “Cotugno”, molto arrabbiati.

Lo sono con la politica con la p minuscola, quella che promette e non mantiene, quella che li strumentalizza o che li tratta con sufficienza.

Sia a livello nazionale che a livello locale.

La protesta che ha portato all’occupazione della quasi totalità degli Istituti superiori dell’Aquila parte infatti dalla contestazione della legge “Aprea”, dal nome della ex sottosegretaria del Ministero del’Istruzione, che prevede l’ingresso di sponsor privati all’interno delle scuole, in modo da garantirne il finanziamento e la riorganizzazione sul piano qualitativo, mediante la sostituzione dei Consigli di Istituto con Consigli di Autonomia e l’introduzione delle prove invalsi nazionali., sulle quali si baseranno i criteri di valutazione degli istituti stessi.

Ci spiega meglio Sara Bianchi:

«In pratica le aziende che finanzieranno i singoli istituti avranno diritto ad eleggere due loro rappresentanti nei nuovi Consigli, con un ruolo paragonabile a quello degli attuali vicepresidi, e potranno influire sulle scelte dei POF, i piani di offerta formativa, di ciascuna scuola. Succederà quindi che scuole ad uguale indirizzo avranno piani di studio anche molto diversi,finalizzati magari alle esigenze degli sponsor…».

«Inoltre- aggiunge Tommaso Verlinghieri– il meccanismo di erogazione dei fondi da parte del Ministero attraverso l’utilizzo della prove invalsi porterà a scuole di serie A e scuole di serie B. Questo meccanismo,infatti, farà sì che i soldi provenienti da Roma verranno ripartiti in maniera proporzionale ai risultati della prove invalsi svolte dagli studenti.

Le scuole che potranno offrire una didattica migliore perché magari in grandi città e con buone possibilità economiche avranno più soldi dal Ministero di quelle di paese,con hanno maggiori problemi di gestione, e questo, alla faccia del diritto allo studio, scaverà un solco sempre più grande fra le varie offerte formative».

Altro capitolo è quello dei continui tagli alla scuola pubblica.

«Gli ultimi,quelli fatti dal Ministro Profumo, fanno sì che non ci siano neanche più i soldi per tenere aperte le scuole di pomeriggio» afferma Jacopo Intini.

«Stiamo cercando di trovare accordi con associazioni di volontariato che sostituiscano, in quelle ore, il personale ATA.

A livello locale c’è poi l’annosa querelle sui “fondi Meloni”, 2,8 milioni di euro stanziati dall’allora Ministro per la Gioventù e destinati alla ricostituzione post terremoto di centri di aggregazione sociale per i giovani della città.

Detti fondi- prosegue Intini- sono stati dirottati nella ristrutturazione dell’ex mattatoio alla Rivera all’interno del quale, per salvare la faccia e giustificare il cambio di destinazione, ci è stata riservata nel progetto un’area di circa 300 mq con bar, una sala riunioni ed una per delle mostre. Contestiamo questa scelta, sia perché non è quello che chiedevamo e di cui abbiamo bisogno, sia perché non ci è stato permesso,come invece promesso, di apportare alcuna variante: siamo stati chiamati al tavolo solo per fare da foglia di fico e per ratificare decisioni già prese. Chiamarlo poi “Villaggio della Gioventù” è solo una presa in giro».

I ragazzi mettono in guardia poi anche per quanto riguarda la questione della prossima chiusura dei locali del centro storico per permettere i lavori di ristrutturazione:” Si è paventata l’ipotesi di trasferire tutti i locali nei capannoni dell’ex Finmek. Non è quello che vogliamo,non ci serve un altro centro commerciale,se pur temporaneo. Noi non andiamo in centro solo perché ci sono i locali, ma per socializzare e “vivere” la nostra pur martoriata città: rinchiuderci in un capannone sarebbe alienante!

William Giordano ci tiene infine ad evidenziare come loro non abbiano occupato «per perdere tempo» ma che all’interno della scuola si sono organizzati workshop informativi, corsi di teatro, di fotografia, di musica, cineforum e ripetizioni delle materie di studio per chi ne avesse bisogno.

E’ stata anche attivata una radio che va online su Facebook, “Wake up Radio”

Giordano, rappresentante dell’Unione degli Studenti, ricorda inoltre che il venerdì 12 ottobre p.v. si terrà, in concomitanza con analoghe manifestazioni a livello nazionale, un corteo di protesta che si snoderà per le via dell’Aquila.

All’unisono lanciano poi un ultimatum alla classe dirigente e politica dell’Aquila:

«Se continuate a non ascoltarci e a non prenderci sul serio noi ce ne andremo dall’Aquila,la nostra generazione se ne andrà dall’Aquila, e vi lasceremo soli a gestire quello che rimane della “vostra” città. Cambiate registro».

[i]Foto Spimpolo[/i]

GIOVEDI’ 11 – «Al Cotugno si respira un’ aria diversa. Un’ aria piena di movimento ed iniziativa, esattamente ciò che solitamente manca a L’Aquila. E lo si percepisce ancor prima di varcare il cancello: un simpatico camioncino arancione è infatti parcheggiato all’ingresso e dispensa gratuitamente libri a tutti, compresi alcuni degli studenti che non hanno aderito alla protesta. Ed il Bibliobus non è l’unica novità della giornata: sono venuti a farci visita anche i volontari della Comunità XXIV Luglio e quelli del Centro Anti-Violenza per ricordare agli studenti che c’è più di un’ ingiustizia nel mondo, ma c’è anche chi, nonostante tutto, non smette di combattere. Questa l’atmosfera che Francesco Paolucci ha ripreso oggi in una scuola completamente reinventata in cui “partecipazione” è ormai la parola chiave. A dimostrazione di ciò, nel pomeriggio si svolgerà un incontro con due dei più giovani consiglieri comunali, Fabio Cortelli e Daniele Ferella, per cercare di ottenere davvero ciò che vogliamo, ossia l’investimento dei fondi Meloni in un progetto di cui gli studenti siano realmente creatori e, quindi, effettivamente fruitori. Insomma, è il quarto giorno di occupazione, ma la mobilitazione non si affievolisce, anzi la voce degli studenti diventa sempre più forte e mai come ora pretende di essere ascoltata». Questi gli aggiornamenti dagli stessi studenti.

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