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Auditorium di Piano sull’uso civico

«L’auditorium si trova su un terreno gravato da uso civico». “L’Aquila città Aperta” torna alla carica sull’auditorium di Renzo Piano sostenendo che il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano sarebbe intervenuto ad una falsa inaugurazione visto che ora l’opera è stata restituita al cantiere per essere completata. Parlando poi di new Town, De Matteis ha spiegato che fu Cialente a dare il via libera alle casette come dimostra una lettera che l’opposizione intende far recapitare al presidente della Repubblica.

«Al presidente della Repubblica chiediamo di rendere conto al suo ministro e al sindaco dell’Aquila – ha annunciato De Matteis Ad alcuni parlamentari ho chiesto di intervenire con una interrogazione sulle gite fiori porta del ministro barca. Chiederemo un incontro specifico a Roma per avere risposte su una serie di questioni». «Cosa dobbiamo fare con questo cubo? – incalza de Matteis – Tutto deve essere fatto nel rispetto delle regole. Se è provvisorio sono previste allora le modalità di ripristino dei luoghi? Se è definitivo va cambiata la delibera. Basta con questo modo cialtronesco di amministrare soprattutto se si coinvolge la presidenza della repubblica».

Idee chiare anche sulla imminente gestione stralcio della ricostruzione: «Se Mancurti porta avanti la gestione stralcio vuol dire che l’immarcescibile è riuscito a farci dare un altro commissario. Cialente è riuscito a metterci a culo per terra senza che ce ne accorgessimo».

A.Cal.

COLAPIETRA: CASTELLO, DIGNITA’ COMPROMESSA – Il nuovo auditorium è stato inaugurato domenica scorsa nel parco del Castello, alla presenza di un entusiasta Presidente della Repubblica e numerose autorità. La politica lentamente sta prestando ascolto alle richieste dei cittadini, può sembrare, tuttavia continuiamo ad essere spettatori di decisioni prese dall’alto; come lo siamo stati per la localizzazione del Piano C.A.S.E. così lo siamo oggi per la localizzazione dell’auditorum, che ha stravolto l’aspetto architettonico-urbanistico del Forte Spagnolo Cinquecentesco

«L’Aquila potrà godere della presenza di una “cosa” munificente, di una sala da concerto che si aggiunge a quella del conservatorio e ad altre più o meno specifiche in sostituzione di quella del Castello, della cui assenza nessuno si accorge. Quest’opera, in un Aquila “diffusa” su una trentina di Km è stata fatta localizzare in vista di quel Castello che solo da pochi decenni era stato acquisito definitivamente alla coscienza civica aquilana, dopo che per secoli aveva rappresentato una realtà estranea e ostile. Gli aquilani possiedono oggi nel Castello l’unico aggancio ad una realtà obiettivamente imperiale, internazionale e plurisecolare come quella spagnola, realtà al cui interno il manufatto aquilano si collocava con prestigiosa dignità. Questa dignità è oggi di fatto, visivamente, tangibilmente, compromessa dalla “cosa” piantatagli là in faccia: non è il caso di aggiungere parole, basta guardare». Così lo storico aquilano.

PEZZOPANE, POLEMICHE DISFATTISTE NON SMINUIRANNO IL VALORE – «A qualche giorno dall’inaugurazione dell’Auditorium del Parco, resta forte il contrasto tra quell’angolo di Europa incastonato nel Parco del Castello e le superficiali polemiche di chi cerca, animato solo dal disfattimo, di rovinare una grande festa.

L’Auditorium del Parco, progettato mirabilmente da Renzo Piano e, donatoci da un grande amico dell’Aquila Lorenzo Dellai, è un capolavoro simbolo della rinascita.

La sua inaugurazione è stata una grande festa, una giornata piena di emozioni indimenticabili e di conferme. La più grande è che dalla cultura una città può rinascere e trarre la forza per agire e reagire. Tutto ciò è confermato dal fatto che a L’Aquila, poche ore prima del sisma, gli aquilani partecipavano contemporaneamente e solo nel Centro Storico, a eventi in 12 spazi culturali: Teatro Comunale, Ridotto del Teatro, Teatro San Filippo, Auditorium San Giuseppe, Auditorium Castello, Sala Eden, Teatro Sant’Agostino, Cinema Massimo, Sala Carispaq, Palazzetto dei Nobili, Sala Bernardiniana e Sala Celestiniana. Tutti luoghi che non bastavano a contenere l’effervescenza culturale e che sono chiusi, a parte il Ridotto, dal 6 aprile 2009.

Era il 1955 quando Claudio Abbado, giovane pianista, fu invitato all’Aquila, città povera, chiusa tra le montagne, da Nino Carloni ed altri illustri aquilani che hanno avuto l’intuito di vedere nella cultura e nel suo sviluppo, una vocazione di questo territorio.

La scelta di volerci candidare a Capitale europea della cultura nel 2019 non è un caso. La cultura è il cuore pulsante della città, parte integrante del suo Dna.

L’Auditorium del Parco è stato progettato proprio per sostituire quello del Castello che potrà ritornare in attività solo dopo che l’antica Fortezza Spagnola verrà restaurata dal MiBAC. Domenica è stata una giornata storica anche per la presenza del nostro Presidente della Repubblica. L’accoglienza per lui è stata meritata e formidabile. Ad attenderlo ed a celebrarlo infatti c’era un’ampia folla di cittadini commossi ed emozionati.

Crediamo fortemente alla rinascita della nostra città che vogliamo sia anche rigenerazione della nostra comunità e identità. Abbado ci ha regalato questo concerto, in un momento in cui la Regione Abruzzo taglia fino all’80 percento dei fondi regionali e gli operatori della cultura rischiano di restare senza lavoro.

Gli stessi operatori che hanno animato, nel giorno dell’inaugurazione dell’Auditorium del Parco, una partecipatissima Festa della Musica, suonando tutti, gratuitamente, dopo l’Orchestra Mozart, sino a tarda notte.

La magnifica giornata dell’inaugurazione è il segno della capacità che noi aquilani abbiamo di resistere al cinismo di Berlusconi, agli affari della mafia, alle speculazioni di qualche imprenditore camuffato da benefattore, ma anche alla disinformazione.

L’Auditorium del Parco lo abbiamo vuluto e siamo riusciti a farlo.

Tutte le polemiche non riusciranno mai a sminuire l’importanza di questa storica giornata».

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