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Mancini: rientro ‘col botto’

La proposta politica di Angelo Mancini al collega Idv, Giuliano di Nicola è quella di poter fare un gruppo unico. Implicita la richiesta di fare il capogruppo. Scontata forse la risposta negativa dell’altra anima dell’Idv. A quel punto, quando e se la frattura all’interno del partito di Di Pietro sarà palesata, non resterà a Mancini che restare nell’Aquila Oggi.

Il futuro dipenderà da come sarà giocata questa avvincente partita a scacchi. Il ruolo di Mancini in consiglio sarà quello di un appoggio esterno «non contro l’amministrazione, ma per la città». «Cortelli esce puro e con la schiena diritta dal consiglio – dice – facendo battaglie sui fondi Meloni, sulla territorializzazione».

Il preside mette l’amministrazione dietro la lavagna. Fra le battaglie c’è quella contro il concorsone. «Noi siamo il centro sinistra, non rinneghiamo le nostre origini. Rimarremo coerenti a questo, in consiglio cercheremo di avere sempre la schiena diritta».

Chi credeva che con la sentenza favorevole del Tar si sarebbe conclusa la serie di sfortunati eventi occorsi ad Angelo Mancini dalle elezioni in poi, sbagliava. La burocrazia aveva ancora una cartuccia in canna. Avuta la notifica della sentenza il 3 ottobre scorso, il segretario comunale ha inviato l’atto al presidente della commissione centrale elettorale in virtù del fatto che nella sentenza è scritto: ‘devono essere corretti i risultati elettorali con conseguente proclamazione del ricorrente alla carica di consigliere elettorale’. Una operazione, sostiene il Comune, che non tocca all’ente. Il punto è che l’ufficio centrale elettorale è “temporaneo e straordinario”. La situazione, insomma sembra più ingarbugliata di quanto non si pensi.

É già intervenuto il legale di Angelo Mancini, Claudio Verini con una nota che invita l’ente ad ottemperare con la delibera di surroga, «si tratta, evidentemente, di un errore giuridico – sostiene l’avvocato Verini – giacché l’ufficio centrale elettorale è organo straordinario e temporaneo, che esaurisce la propria attività con la chiusura dei verbali». Ancora: «il tribunale amministrativo quando accoglie il ricorso, corregge il risultato delle elezioni e sostituisce ai candidati illegittimamente proclamati coloro che hanno diritto di esserlo». Non è chiaro se la nota legale sortirà effetto, in ogni caso il prossimo consiglio comunale dovrebbe tenersi il 25 ottobre. C’è tempo anche per ripensare ad eventuali assetti consiliari.

Angelo Mancini entrerà al posto del giovane Angelo Cortelli (L’Aquila oggi). Essendo il candidato sindaco, Mancini entrerà in campo con la maglietta “L’Aquila oggi-Idv”: «Io detraggo un seggio che non è né Aquila oggi né IdV – spiega – ma tecnicamente esce Cortelli perché ha preso meno voti». Con Mancini c’erano Giuliano Tomassi, Giuseppe Bernardi, Fabio Cortelli e Paola Di Marco. A.Cal.

MASCITELLI RISPONDE A MANCINI – «Non vi sono pregiudizi di nessun genere sulle diverse soluzioni, l’importante, per una elementare regola di democrazia, è che se ne discuta e si decida negli organismi statutari del nostro partito, prima ancora che nelle conferenze stampa».

E’ questa la posizione espressa dal segretario regionale dell’Idv, Alfonso Mascitelli, in seguito alle dichiarazioni fatte alla stampa dal professor Angelo Mancini sulla composizione del gruppo consiliare e sui ruoli interni al gruppo.

«L’Idv ha aggiunto Mascitelli – ha dimostrato, nei fatti e non a parole, che considera Angelo Mancini una risorsa utile, al punto che nella precedente consiliatura ha avuto carta bianca nell’attività politica all’interno del Comune, inclusa la scelta del nostro assessore di riferimento. Abbiamo avuto fiducia nel sostenere sino in fondo la sua candidatura a sindaco, che ci era stata indicata come aggregante di altre formazioni politiche, cosa che non si è verificata e che ha condizionato il nostro risultato. Abbiamo avuto fiducia nell’indicarlo come nostro assessore, in attesa che fosse fatta chiarezza sul suo legittimo ricorso, sul cui esito positivo gli era già noto il parere dei nostri uffici legislativi.

Da qui, però, a trasmettere con dichiarazioni solitarie l’immagine che lui si sente un uomo libero e che i rappresentanti del suo partito siano servili a chissà quale compromesso o inciucio, francamente è un teorema che non sta né in cielo né in terra. Per come concepiamo il nostro impegno politico, avere un assessore in più o in meno è del tutto indifferente. La scelta dell’apparentamento, votata dal circolo dell’Aquila e avallata anche dal livello nazionale, ha avuto due motivazioni chiare. La città dell’Aquila ha bisogno, ora più che mai, di assunzioni di responsabilità di governo e non solo di legittime critiche; la ricostruzione di un nuovo centro-sinistra in Abruzzo, deve vedere l’Idv protagonista e non comparsa. Questo è quanto è stato deciso in tutti i livelli di partito e confermato di recente nell’esecutivo nazionale di Vasto.

Se Angelo Mancini, a cui sono legato da un sentimento di stima, partecipasse un minimo alla vita del nostro partito e si dedicasse un po’ meno a stilare pagelle sul lavoro degli altri, avrebbe modo lui stesso di condividere queste scelte».

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