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Auditorium: ‘Quinto’ bastione del castello

È un piccolo giallo capire dove li abbiano trovati, ma tanti studenti universitari stamane hanno fatto la fila per avere l’autografo dell’architetto Renzo Piano su un pezzo di legno dell’auditorium da lui progettato.

Se l’esterno della struttura cubica ricorda un po’ lo stile Missoni, dentro l’auditorium è rigorosamente rosso, come il cuore degli aquilani che vi pulserà all’interno da ora in poi.

{{*ExtraImg_68903_ArtImgRight_300x449_}}Ai bordi delle pareti ci sono poi quelle scanalature che rendono l’auditorium unico al mondo per la sua acustica. Di qui quella che sembra essere più di una idea dell’assessore Stefania Pezzopane: utilizzare il luogo come sala di registrazione dei concerti rendendolo produttivo.

Sin dalle prime note i musicisti dell’orchestra Mozart, questa mattina, in occasione della prove generali, hanno rilavato la potenza dello stradivari aquilano che sta suscitando l’interesse da tutto il mondo. Nel bene o nel male ora L’Aquila ha un nuovo punto cardinale, una sorta di quinto bastione del forte spagnolo.

Il via vai in occasione delle prove generali del mattino è stato continuo. In molti non hanno saputo dare un giudizio estetico dell’opera. Più di qualcuno però ha detto: «la prima volta non mi piaceva, ora visto così non fa un brutto effetto».

{{*ExtraImg_68904_ArtImgRight_300x200_}}Il sindaco Cialente ha ringraziato mille e mille volte la provincia autonoma di Trento che ha donato l’opera, parlando anche del futuro assetto urbanistico di quello che sarà il quadrilatero della cultura dal forte spagnolo dall’ex distretto militare di San Bernardino. «Entro il 2013 – ha aggiunto – l’asse centrale sarà completamente recuperato».

Il presidente della Provincia di Trento ha colto l’occasione per mettere l’accento sulla pubblica amministrazione buona, quella della solidarietà e non quella «che usa i soldi per fare le festicciole – ha alluso. Poi sulle polemiche ha aggiunto – é meglio fare e accettare polemiche piuttosto che non fare nulla».

{{*ExtraImg_68905_ArtImgLeft_300x200_}}Tante tavole, 800 mila chiodi, e un lavoro di [i]équipe[/i] hanno caratterizzato la realizzazione della cassa armonica del castello. Ora il cantiere sarà restituito all’impresa per la realizzazione di opere esterne e camerini, poi toccherà alla Barattelli gestirlo con cui il comune siglerà una convenzione.

«Quando si fa un regalo deve essere bello – ha aggiunto Renzo Piano, l'[i]archistar[/i] – e questo è un gioiello e una eccellenza. L’Aquila ha bisogno di questo. Del resto la cultura non è quella dei cenacoli degli intellettuali, ma è condividere. Il bello è qualcosa che riesce a trasfigurare le persone e accendere negli occhi una luce diversa, rendere le persone e le città migliori, fecondandole». Sulla temporaneità dell’auditorium Piano ha lasciato carta bianca perché deve essere la città a decidere. «Non pensiate però che questo luogo rubi la scena al castello».

Il maestro Biscardi ha regalato l’immagine dei musicisti dell’orchestra Mozart e del maestro Abbado: «dopo le prime note i loro volti si sono illuminati», ha sottolineato.

{{*ExtraImg_68906_ArtImgRight_300x200_}}L’assessore Piero Di Stefano ha parlato di mattinata morbida «gli aquilani ha detto hanno mostrato silenzio e morbidezza, quasi a volere rispondere così ai clamori delle polemiche». «Abbiamo ricevuto telefonate da tutte le parti del mondo – ha aggiunto Stefania Pezzopane – Tutti vogliono vedere l’auditorium. Non ci vengano a dire che gli spazi per la cultura sono troppi. C’è voglia di musica, questa sera saranno 20 i gruppi che si esibiranno». A.Cal.

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