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Auditorium Piano verso il taglio del nastro

Volantini contenenti un appello al Presidente della Repubblica, affinché sensibilizzi politica regionale e nazionale contro i tagli alla cultura, sono stati distribuiti stamani all’Aquila da una decina di lavoratori dello spettacolo.

La distribuzione è avvenuta nella zona dell’auditorium di Renzo Piano, donato alla città dopo il sisma del 2009 dalla Provincia autonoma di Trento e che sarà inaugurato oggi, alla presenza del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

All’ingresso della zona dell’auditorium è stato innalzato uno striscione su cui si legge: “[i]Articolo 9 della Costituzione: la Repubblica promuove lo sviluppo della cultura. E la Regione Abruzzo[/i]?”. Ieri, istituzioni e associazioni culturali avevano rivolto un appello al Presidente con una lettera aperta, a nome degli oltre mille addetti al settore in Abruzzo.

Nel frattempo, nell’auditorium si sono concluse le prove del concerto diretto da Claudio Abbado previsto per il pomeriggio.

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DELLAI: AUDITORIUM LUOGO DI AGGREGAZIONE – Il presidente della Provincia autonoma di Trento, Lorenzo Dellai, è arrivato all’Aquila ieri sera ed ha subito mostrato apprezzamento per la struttura progettata da Renzo Piano: «Un bel colpo d’occhio, specie per i giochi di luce che enfatizzano le forme e i colori – ha detto – Ma altrettanto bello vedere già molte persone nella piazza e nel parco, segno che l’idea di dedicare un ultimo sforzo ad un progetto capace di offrire un luogo di aggregazione per una comunità che vuole superare il dramma era e rimane un’idea fondata».

Dellai ha anche fatto una breve visita all’interno dell’auditorium, approfittando di una pausa dell’orchestra Mozart e ha salutato il maestro Abbado, che ha confermato la qualità dell’acustica dell’edificio e ha sottolineato come il colore rosso scelto per la scenografia del palco richiami proprio l’abete rosso con cui è stata allestita buona parte della struttura, da artigiani trentini.

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L’IMPEGNO DEL TRENTINO A L’AQUILA – «Parlare di vita normale significa avere ancora lo stimolo e l’occasione per stare assieme, per riappropriarsi degli spazi pubblici» ha aggiunto questa mattina il presidente della Provincia autonoma di Trento. «Il 6 aprile 2009 poche ore dopo il terremoto eravamo qui per intervenire nell’emergenza – ha spiegato – Sono stati oltre 2.758 i trentini che si sono alternati, in grande maggioranza volontari, ma anche tecnici della Provincia autonoma di Trento e rappresentanti di associazioni e ordini professionali. Abbiamo costruito oltre 450 alloggi, due chiese, tre scuole e altre strutture civili. Per chiudere la nostra presenza qui ci sembrava bello lasciare un dono dal grande significato simbolico».

LE CARATTERISTICHE DELL’AUDITORIUM – L’Auditorium è stato interamente realizzato in legno della Valle di Fiemme.

Il suo ‘cuore’ – un sistema di pannelli acustici, sempre in legno trentino – sfrutta invece le peculiari caratteristiche dell’abete di risonanza delle foreste di Paneveggio, che lo trasforma in una grande cassa armonica.

«Non ne guadagna solo il profilo acustico – ha fatto notare Dellai – ma anche la sicurezza, si pensi all’elasticità che rende l’edificio in legno più ‘performante’ in termini anti-sisma, e il risparmio energetico».

PIANO, FONDAMENTALE CHE L’AUDITORIUM SIA QUI – «E’ fondamentale che l’auditorium sia qua, questo è il luogo più vicino alla zona rossa che abbiamo trovato» ha spiegato Renzo Piano, padre della struttura da 250 posti che sarà inaugurata oggi all’Aquila, tre cubi di legno di dimensioni differenti dislocati uno accanto all’altro in modo irregolare, prima opera pubblica costruita ex novo nel centro storico distrutto dal terremoto del 6 aprile 2009.

{{*ExtraImg_68899_ArtImgRight_300x449_}}Chiarendo una polemica sulla natura provvisoria o definitiva dell’opera, Piano ha detto: «l’ho immaginata temporanea, di legno, che si possa spostare, poi deciderete voi. Non va pensato – ha aggiunto – che questo luogo rubi spazio alla sala del Castello, non è così».

Nel vicino Forte spagnolo cinquecentesco, reso inagibile dal sisma, c’é infatti una storica sala concerti intitolata a Nino Carloni, il fondatore di tutte le più importanti istituzioni musicali aquilane, a partire dal 1946.

«E’ una cassa armonica e non a caso abbiamo usato un legno di cui perfino Stradivari andava ad approvvigionarsi per i suoi violini. Quando si fa un regalo dev’essere un bel regalo, un gioiello, è una questione di dignità. All’Aquila serve l’eccellenza».

Parlando poi della ricostruzione del capoluogo d’Abruzzo, Piano ha aggiunto che «si sa benissimo come restaurare, c’é una sapienza tutta italiana. Ma deve tollerare la presenza della gente – ha concluso – Ci vuole una diagnostica molto attenta e sofisticata ma non distruttiva, per capire meglio». Infine una promessa: «Tornerò a vedere come il sindaco lo terrà, se farà pulizia e se userà la piazza», ha detto scherzando. «Accetto la sfida», ha risposto il primo cittadino Massimo Cialente.

CIALENTE: NON LO SMONTERO’ MAI – «Io non lo smonterò mai, per farlo dovranno trovare un altro sindaco e un’altra giunta, ma dubito che lo faranno. Comunque, anche la torre Eiffel doveva essere provvisoria». Massimo Cialente non ha mostrato dubbi sul futuro dell’auditorium del Parco, realizzato con poco meno di 7 milioni raccolti dalla Provincia Autonoma di Trento.

«Prima del terremoto, come spazi culturali avevamo di tutto: eravamo una città viziata da questo punto di vista e poi abbiamo perso tutto. Quando venne con quest’idea Renzo Piano per noi fu come vedere la luce. Sapete che oggi disponiamo solo del ridotto del Teatro Comunale, quindi questa è una struttura decisiva, che darà anche un nuovo assetto urbanistico».

«Questo pezzo di parco – ha spiegato il sindaco – prima era meno curato e non aveva una sua identità. Oggi, finalmente sta recuperando un suo ruolo: a distanza di 200 metri aprirà la nuova sede della Facoltà di Lettere; tra quattro-cinque anni sarà pronto il Forte Spagnolo; tra tre anni, il teatro comunale, e poi l’ex distretto militare cambierà destinazione. Questa parte della città – ha concluso Cialente – sarà votata alla cultura».

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