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Tra i tagli alla cultura spunta un auditorium

«I nostri musicisti indosseranno un nastro bianco per ricordare i tagli che le istituzioni culturali hanno subito e per chiedere, a nome degli oltre mille addetti al settore nella Regione Abruzzo, una netta inversione della politica regionale». Alla vigilia dell’inaugurazione dell’auditorium progettato da Renzo Piano le lavoratrici e il lavoratori delle istituzioni culturali locali scrivono al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, annunciando una protesta pacifica contro i tagli alla cultura. A firmare la lettera sono gli operatori dell’associazione ‘I Solisti Aquilani’, dell’Associazione Teatrale Abruzzese Molisana, del gruppo Emotion, dell’Istituzione Sinfonica Abruzzese, della Società Aquilana dei Concerti “B.Barattelli”, del Teatro Stabile d’Abruzzo e del Teatro Zeta.

«Benvenuto all’Aquila – scrivono i professionisti a Napolitano – La sua presenza sottolinea e rafforza il senso dell’opera progettata da un prestigioso architetto italiano, Renzo Piano. Un’opera di ingegno che, per la sua stessa ideazione, vuole rafforzare una parte della nostra città, nella sua storia luogo della cultura in una città che con essa ha vissuto. Un dono alla città dell’Aquila, caro Presidente, che va riempito perchè diventi vivo, animato giorno dopo giorno dalle voci, dai suoni, dai canti, dalle mille attività del fare cultura. Ma qui all’Aquila le istituzioni e le associazioni culturali sono soffocate da una costante e progressiva riduzione dei finanziamenti della Regione Abruzzo, mentre il terremoto ha cancellato i loro spazi e i loro luoghi».

«L’Aquila – si legge ancora nella lettera – è una delle città che fanno dell’Italia il Paese più ricco di cultura, ma è anche l’emblema di come sia fragile, senza che i Governi, locali e nazionali, investano su essa. Eppure sempre più spesso la cultura viene indicata come la nuova frontiera della ripresa e della competitività del nostro Paese e necessita di un robusto ciclo di investimenti. La nostra città, già stravolta dal terremoto, può e vuole ancora vivere, di nuovo riempita delle attività che le istituzioni culturali aquilane hanno sempre prodotto, definendone la storia e l’identità. Perciò la ringraziamo della sua presenza, caro Presidente. E desideriamo che Lei sappia oggi quanto in questa Regione è stato tagliato in finanziamenti alla cultura: siamo a meno 80% negli ultimi 4 anni».

I lavoratori delle istituzioni locali hanno inoltre annunciato che domani terranno un presidio nei pressi dell’auditorium di Renzo Piano a partire dalle 17 «per testimoniare le difficoltà che stanno vivendo le istituzioni culturali aquilane e della intera regione».

«L’inaugurazione dell’auditorium realizzato da Renzo Piano e donato alla città dell’Aquila dalla Provincia autonoma di Trento – commentano i portavoce delle associazioni culturali aquilane, spiegado le motivazione alla base dell’iniziativa – rappresenta un momento dalla forte valenza simbolica, evocando quella straordinaria storia che portò a definire il capoluogo abruzzese la ‘Salisburgo d’Italia‘. E può rappresentare anche un prezioso tassello a sostegno della candidatura dell’Aquila a Città europea della cultura nel 2019. Ma è anche l’occasione per tornare a riflettere sulla drammatica situazione che sta vivendo l’intero mondo della cultura della nostra regione e per lanciare un appello al presidente della Repubblica e alle massime autorità presenti all’evento perché condividano e sostengano la battaglia che le istituzioni culturali stanno portando avanti da tempo. Associazioni culturali, musei, biblioteche e storiche istituzioni culturali professionali, sono stati messi in ginocchio da una costante e progressiva riduzione, per il quarto anno consecutivo, dei finanziamenti della Regione Abruzzo: circa l’80% rispetto allo stanziamento del 2008, fino ad arrivare, in alcuni casi, al 100%».

«Le istituzioni culturali professionali della Regione Abruzzo – aggiungono – hanno presentato al governatore Chiodi ufficiale istanza di ammissione al Patto per lo Sviluppo senza, però, ricevere alcuna risposta. Nessun provvedimento ha fatto seguito, sin qui, ai numerosi appelli rivolti ad importanti referenti istituzionali e [i]in primis[/i] alla giunta regionale e al suo presidente. Lo stanziamento di cento milioni di euro a favore di detto Patto sarà utilizzato esclusivamente per i settori del turismo, del sociale e dell’istruzione, lasciando fuori il settore cultura».

«L’Aquila – concludono – già martoriata dal sisma del 6 aprile può continuare a perdere, progressivamente, la sua linfa vitale, ossia le sue istituzioni culturali, che ne hanno determinato la storia e la cifra identitaria? Significherebbe aggiungere macerie a macerie; significherebbe lasciare senza lavoro oltre mille persone, poiché tante ne occupa la cultura a livello regionale, oltre all’indotto; significherebbe rinunciare ai saperi, calpestare il bene comune e diventare tutti più soli e più poveri».

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